Riforma appalti, ascoltare le pmi. Cna Costruzioni chiede di semplificare e ridurre gli obblighi che impediscono a molte imprese di accedere alle gare

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La riforma degli appalti, che è in discussione in Aula alla Camera, non va fatta contro le micro, le piccole e le medie imprese. A sostenerlo è il presidente nazionale di Cna Costruzioni, Rinaldo Incerpi, al termine di un incontro pubblico a Montecatini Terme con il viceministro dei Trasporti, Riccardo Nencini, il capo dipartimento affari legislativi di Palazzo Chigi, Antonella Manzione e il direttore generale per la regolazione dei contratti pubblici al Mit, Bernardette Vega.

SPAZIO AL MERCATO
Le pmi di settore – ha spiegato Incerpi – saranno dunque consultate per portare il loro contributo alla realizzazione del nuovo sistema. “Il testo del ddl è in generale positivo – ha spiegato il presidente dell’associazione artigiana – perché facilita l’accesso agli appalti delle Pmi, incentivando la suddivisione dei lotti e regolamentando i subappalti”.

PIÙ FLESSIBILTÀ NEI CONTRATTI
“Va sottolineato – ha precisato Incerpi – che per quanto riguarda i lavori pubblici è stato eliminato l’obbligo per le imprese di applicare il contratto collettivo più favorevole ai dipendenti, anche se non è quello legittimamente sottoscritto dalle parti di riferimento. Chiediamo, però, che quest’obbligo vada eliminato anche per il settore dei servizi. Sollecitiamo Governo e Parlamento, infine, a migliorare il ddl in materia di avvalamento e di sistema di qualificazione delle imprese e a superare la garanzia globale di esecuzione per i lavori pubblici, che non esiste in nessun Paese della Ue”.