Rimborsi facili in agricoltura

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Fausto Tranquilli

Aveva giurato che era tutto regolare e che lui non si era approfittato di un centesimo. Per lui le accuse erano solo il frutto di dissapori con il collegio sindacale dell’azienda di Stato da lui gestita, avendo consentito alla Sin – Sistema nazionale integrato per lo sviluppo dell’agricoltura – di risparmiare un fiume di denaro, tagliando maxi stipendi. Insomma quando due mesi fa Il Fatto Quotidiano sollevò il caso di rimborsi non dovuti a Ernesto Carbone, quando era stato presidente e amministratore delegato della società partecipata al 51% dall’Agea, l’esponente del Pd, deputato e tra i papabili come ministro dell’agricoltura nel Governo Renzi, aveva assicurato che non vi era stato nulla di irregolare nei 15.770 euro che si era fatto rimborsare. Tutto vero, ma solo per il fatto che l’aspirante ministro non è chiamato a risarcire quella cifra, ma di pìù, ben 23.335 euro, come stabilito nella seduta del Consiglio di amministrazione della Sin spa lo scorso 12 febbraio.

Il caso
L’ex numero uno della società impegnata nel settore agricolo nazionale, dopo alcune verifiche compiute dalla stessa azienda di Stato, è finito accusato di essersi fatto rimborsare somme non dovute. La società per azioni gestisce il Sian, il sistema informativo agricolo nazionale, un sistema con cui vengono individuati, controllati e ripartiti i fondi destinati agli agricoltori italiani. Carbone, per la stessa Sin, avrebbe fatto spese non giustificate con la carta di credito aziendale e addebitato alla stessa azienda costi sganciati dall’attività istituzionale, restituendo sinora solo una minima parte del denaro. Abbastanza per creare grane all’ex vice capo di gabinetto del Ministero delle politiche agricole, che ora ambisce a diventare numero uno di quel dicastero grazie all’amico Renzi, lo stesso a cui ha prestato la scorsa settimana la Smart blu per recarsi a Palazzo Chigi. Tante le giustificazioni che, esploso il caso, ha dato Carbone, parlando di una vendetta nei suoi confronti per avere ben operato all’interno della Sian spa.

Le bacchettate
Ora, però, a chiedere al deputato oltre 23 mila euro per rimborsi non dovuti è lo stesso presidente della società per l’agricoltura, Francesco Martinelli. Nel Cda è stato esaminato il risultato delle verifiche compiute e diverse sono state le spese rimborsate ritenute non giustificate. Il numero uno della Sin ha così chiesto al parlamentare renziano di restituire il denaro ottenuto per i pranzi al ristorante, non ritenendoli assolutamente di rappresentanza, e per i trasferimenti da casa alla sede sociale, visto che il Cda non aveva mai deliberato tale beneficio. Bocciati inoltre i rimborsi dei voli da e verso la Croazia, compiuti tra giugno e agosto 2012 da Carbone, e quelli da e verso Londra, tra ottobre e novembre dello stesso anno. Nello specifico, al deputato del Pd è stato chiesto di restituire 10.700 euro di spese fatte al ristorante, quasi tremila euro di viaggi, oltre mille per gli hotel, quasi 1.500 per noleggio auto con conducente, 4.500 euro per voli aerei e 2.500 euro per viaggi in treno. Una richiesta con tanto di ultimatum. Il presidente Martinelli vuole gli oltre 23 mila euro entro 20 giorni.