Riprendono gli sbarchi, è allarme a Lampedusa. L’ira del sindaco Martello: la nave promessa per la quarantena non è arrivata

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Con l’avvicinarsi della bella stagione, riprendono le traversate dal nord Africa. Un fenomeno con cui conviviamo da decenni ma che con la pandemia da covid-19, rischia di trasformarsi in uno dei maggiori grattacapi del governo Conte come fa presagire il caso di ieri con 100 migranti sbarcati a Lampedusa. A spiegarlo, senza giri di parole, è il sindaco dell’Isola, Totò Martello che ieri ha dichiarato di essere in piena emergenza. “Gli sbarchi continuano e in questo caso oltretutto c’è un pericoloso rimpallo di responsabilità: nessun mezzo militare fino ad ora è disposto ad accompagnare i migranti dalla banchina fino al molo Favaloro da dove dovranno essere trasferiti dal momento che l’hotspot è già pieno e non può ospitare altri migranti per la necessaria quarantena sanitaria” ha detto il primo cittadino. Lo stesso, ricordando che la nave promessa per permettere la quarantena dei migranti non è mai arrivata, si è rivolto al ministro dell’Interno, della Difesa e al presidente della Regione dicendo: “Da sindaco non ho potere di intervento diretto. Cosa dobbiamo fare? Ho chiesto di trainare l’imbarcazione fino al molo ma non è possibile andare avanti così. Siamo in piena emergenza coronavirus, i cittadini dell’isola hanno il diritto di vedere tutelata la loro salute e comprendo anche che le stesse esigenze valgano per gli uomini delle forze dell’ordine. Ma questa situazione è inaccettabile. Le istituzioni che hanno il dovere di intervenire non possono scaricare il peso dell’accoglienza interamente sulle nostre spalle”.

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