Ripresa più forte delle stime, i Ctz vanno al minimo storico. Bankitalia rivede le previsioni sulla crescita. Ma il contesto per quest’anno resta fragile

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Non è la svolta decisiva che tutti aspettano, ma la fine del tunnel per l’economia italiana sembra adesso un po’ più vicina. Già nei prossimi mesi la crescita sarà infatti “significativamente superiore” alle stime di Banca d’Italia, anche se il contesto resterà appunto fragile. A spargere ottimismo è il vice direttore generale della nostra stessa banca centrale, Fabio Panetta, ritoccando le previsioni nerissime riportate nell’ultimo bollettino di Via Nazionale. Qui l’aumento del Pil era dato allo 0,4% nel 2015 e al’1,2% nel 2016, in linea con i calcoli di gran parte dei centri di ricerca nazionali e internazionali.

QUADRO DEBOLE
C’è da fare festa? No, perché usciamo da cinque anni di calo della ricchezza prodotta e il futuro resta pieno di insidie. Le tensioni politiche e finanziarie possono tornare infatti a minacciare la stabilità dei mercati dell’area dell’euro. La congiuntura inoltre migliora con lentezza e il rischio di credito, seppure in calo, rimane elevato. Per questo anche la Banca d’Italia continua a insistere su un unico tasto: proseguire con le riforme che aiutino l’economia. Mosse come quella del Quantitative easing (l’immissione di liquidità finanziaria) da sole non bastanom, ha ribadito il vice direttore generale di Palazzo Koch. La misura espansiva della Bce, con l’acquisto su larga scala di titoli pubblici, sta già producendo comunque alcuni effetti positivi. A cominciare dalla reazione composta dei mercati alla vittoria dell’euroscettico Tsipras in Grecia, fino ai tassi sul debito. Ieri il Tesoro ha collocato Ctz a 24 mesi fino a 2 miliardi di euro con il tasso al minimo storico dello 0,281%. Venduti anche Btp indicizzati all’inflazione dell’Eurozona con scadenza 5 e 30 anni per il massimo importo di un miliardo. Il tasso sul quinquennale è pari allo 0,2% e quello sul trentennale all’1,16%. Lo spread – la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi – è stabile a 115 punti base, mentre il debito italiano rende l’1,52%.

IL CASO GRECIA
Ieri intanto alla riunione Ecofin a Bruxelles il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ha ribadito che “gli impegni vanno rispettati”, mentre la Merkel ha chiuso la porta a Tsipras sul fronte della ristrutturazione del debito. L’euro intanto continua a viaggiare in rialzo grazie alle prese di beneficio degli investitori che avevano scommesso al ribasso prima dell’annuncio della Bce. La moneta comune passa di mano per 1,1374 dollari.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA