Ripresa più sostenuta, ma è l’effetto rimbalzo. Franco raffredda gli entusiasmi: crescita al 5% dopo una perdita del 9

Dubai Franco
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Cauto ottimismo da parte del governo sulla ripartenza del Paese. “L’economia si sta riprendendo a tassi superiori di quelli previsti dal governo, la stima era di una crescita del 4,5% nel 2021, in quel momento eravamo i previsori più ottimisti, poi i dati sul primo trimestre migliori delle attese e molti altri fattori stanno puntando a previsioni più elevate, sappiamo tutti che la situazione sta migliorando, la crescita nel secondo trimestre sarà significativamente positiva e si consoliderà nel terzo e quarto, dobbiamo rafforzare questo andamento e recuperare i livelli pre-crisi”, dichiara il numero uno di via XX Settembre, Daniele Franco, intervenendo all’inaugurazione della casa dell’Anticontraffazione.

Ma Franco avverte nello stesso tempo: “Anche una crescita del 5% va interpretata alla luce del fatto che abbiamo perso quasi il 9% l’anno scorso: è un rimbalzo, teniamolo a mente”. Non escludendo lo sforzo perché tale crescita abbia solide basi: “Dobbiamo gettare le basi per una crescita economica che sia duratura. Per un quarto di secolo siamo cresciuti meno rispetto agli altri paesi dell’Unione europea. Questo si riflette in tassi di occupazione molto bassi soprattutto per donne e giovani”.

Cruciale sarà in questo senso il Recovery plan. Il Piano nazionale per la ripresa e resilienza (Pnrr) e i fondi aggiuntivi “saranno molto importanti” nello sforzo per rendere più dinamico il sistema produttivo italiano. Ma “la ripresa richiede anche che la competitività non sia indebolita da forme di concorrenza sleale, che il rendimento degli investimenti delle nostre imprese non sia ridotto da fenomeni e comportamenti distorsivi perché la contraffazione tende a togliere benefici all’innovazione e alla creatività”, dice sottolineando che l’Agenzia delle Dogane “avrà un ruolo chiave nel presidiare la concorrenza, la salute e la sicurezza dei consumatori e sarà cruciale la lotta alla contraffazione”. Che rimane una priorità dell’azione di governo.

Segnali di ottimismo anche dal ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. “Il polso della manifattura che arriva dai dati che anticipano il ciclo è assolutamente positivo. Io sono positivo. Credo che le previsioni di crescita possano registrare per la prima volta un miglioramento nella nota di aggiornamento al Def”, dice l’esponente leghista. Sebbene, avvisi, non è detto che la crescita sarà omogenea. “L’economia si fonda su aspettative e fiducia ed è fondamentale che continui ad andare bene la campagna vaccinale. Se è così, tutto il resto va de plano. Ma ci sarà un problema di crescita non omogenea e questo comporta la necessità di matchare per cercare di combinare dove ci sarà richiesta di lavoro e dove si perderà. Dobbiamo fluidificare i meccanismi. Il problema è che il mercato del lavoro funzioni in modo fluido. Se così fosse” verrebbe meno il problema dei licenziamenti. Passerebbe in secondo piano. “Dobbiamo riuscire a incrociare domanda di lavoro e offerta di lavoro, oggi è questa la sfida”, ha aggiunto.

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di Gaetano Pedullà

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