Ristoratori e camerieri. Che balla la fuga dal lavoro. Un’indagine svela che c’è personale a volontà. A meno di non voler sfruttare gli impiegati

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Non è affatto vero che manchino cuochi, camerieri, baristi. Nelle scorse settimane alcune associazioni di categoria avevano lanciato l’allarme e molti avevano dato la colpa al Reddito di cittadinanza, ai giovani choosy, alla poca voglia di lavorare che stanno rendendo più complicata la ripartenza del settore della ristorazione.

Eppure, come spesso accade, la realtà è ben più sfaccettata: il mondo della ristorazione può disporre di un’offerta di lavoratori ampia, con esperienza, competente e soprattutto disponibile a iniziare a lavorare anche domani. A rivelarlo sono le stime di Jobtech, la prima agenzia per il lavoro completamente digitale nel panorama italiano, che raccoglie candidature nel settore Ho.Re.Ca. in tutta Italia attraverso il suo portale verticale camerieri.it.

PRONTI A TUTTO. L’indagine, svolta interrogando un database di oltre 4.000 profili di persone alla ricerca di un lavoro nel mondo della ristorazione, ha permesso di registrare un salto enorme nella ricerca di lavoro nel comparto, con un +101% da gennaio a maggio. Nel dettaglio, il 55% di chi sta cercando lavoro nella ristorazione è un uomo, è diplomato (lo è almeno il 75% del campione, con l’11% del totale che è laureato) e in grado di parlare lingue straniere e al 96% dei casi è disponibile a lavorare nel weekend, il 39% di notte e il 57% disposto ad accettare anche un contratto a chiamata.

“Esistono numerosi professionisti che vorrebbero essere impiegati, con le giuste tutele e i dovuti diritti, nel settore”, ha detto Angelo Sergio Zamboni, Co-founder di Jobtech.