Ristori e caro bollette. Le misure in Consiglio dei ministri il 20 gennaio. Il Governo promette nuovi aiuti per discoteche, impianti sportivi, realtà culturali e turismo

Il Governo lavora a un provvedimento contro il caro bollette e un altro su ristori a settori economici colpiti dalla pandemia.

Un provvedimento contro il caro bollette e un altro su ristori a settori economici colpiti dalla pandemia saranno all’ordine del giorno del prossimo Consiglio dei ministri, giovedì 20 gennaio. Le misure contro il caro bollette, proposte dal Mite in una bozza presentata a Palazzo Chigi durante le feste, prevedono un contributo di solidarietà dalle società energetiche, tagli dell’Iva e degli oneri di sistema. I ristori riguardano discoteche, impianti sportivi, realtà culturali e turismo.

CONSIGLIO DEI MINISTRI

“Anche oggi la priorità per me è il caro energia. Sto parlando con Palazzo Chigi, con il ministero dello Sviluppo Economico e con le aziende. Mercoledì c’è un primo tavolo sul caro luce e caro gas, gli aumenti sono del triplo. L’obiettivo è portare in Cdm entro questa settimana il decreto ristori per alcune attività, impianti sportivi, associazioni culturali e un primo decreto per gli aumenti di luce e gas. E’ un’emergenza nazionale e rischiano la chiusura migliaia di aziende e rischiano freddo e buio migliaia di famiglie”.

“Al di là del toto Quirinale – ha aggiunto il leader del Carroccio -, per noi è fondamentale che il Cdm approvi in settimana un primo decreto e uno scostamento di bilancio. Si parla per le sole imprese di 30 miliardi, con le famiglie si arriva a 50. I tre miliardi stanziati non bastano”.

“Il caro energia frena due imprese su tre –  afferma in una nota la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini -, la corsa dell’inflazione rischia di costare mille euro a famiglia, a conferma dell’effetto domino della pandemia sull’economia. Il governo sta per mettere in campo sei miliardi – quattro per le bollette e due per i ristori alle categorie penalizzate dalle chiusure di fine anno – che sono una cifra sufficiente a tamponare l’emergenza. Ma bisogna subito pianificare anche la strategia per il medio-lungo termine: un maggiore sfruttamento delle risorse interne va nella giusta direzione, senza escludere però la ricerca sul nucleare pulito, grazie al quale la Francia sta affrontando la tempesta del gas pagando costi molto più contenuti di noi”.

“Gli effetti della recrudescenza della pandemia si fanno sentire sempre più pesanti su turismo, ristorazione, attività ricreative e culturali. Oltre a migliaia di aziende già provate da due anni di Covid, vi sono circa 3 milioni di lavoratori e lavoratrici in bilico, molti dei quali hanno perso il lavoro dopo la fine del blocco dei licenziamenti. Alla pandemia sanitaria, si è aggiunta la pandemia energetica, con l’impennata dei costi dell’energia per famiglie e imprese, in particolare le energivore”. È quanto ha detto a Radio Radicale il deputato di LeU, Stefano Fassina (leggi l’articolo).

“Il Decreto Sostegni in preparazione – ha aggiunto l’esponente di LeU – è largamente inadeguato alla dimensione dei problemi. È necessario un intervento nell’ordine di 10 miliardi da finanziare con un ulteriore scostamento di bilancio dall’obiettivo di deficit programmato. Ma lo scostamento va fatto subito”.

“Il Governo Draghi – aggiunge ancora Fassina – porti in Parlamento la richiesta. Possiamo approvarla prima del 24 gennaio. È molto rischioso rinviare. Purtroppo, per l’insistenza del centrodestra sulla candidatura di Silvio Berlusconi, difficilmente i tempi per l’elezione del presidente della Repubblica saranno brevi. Ma l’Italia non può aspettare: non possono aspettare le famiglie e le imprese in difficoltà”.

Pubblicato il - Aggiornato il alle 10:01
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