Ritardi e disservizi da urlo. Per Trenord il conto è salato: 300mila euro da rimborsare ai pendolari

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Una sentenza storica, destinata a fare scuola quella con cui Trenord è stata condannata a un risarcimento di 100 euro a testa ai 3.081 persone che hanno sottoscritto la class action di Altroconsumo per i gravissimi disagi del dicembre 2012. La decisione è stata depositata oggi dalla corte di Appello di Milano ed è stata la prima volta che una sentenza del genere ha dato ragione ai pendolari.

“Riformata integralmente la sentenza di primo grado, riconoscendo la gravità dei disagi subìti circa cinque anni fa”, ha commentato a caldo Altroconsumo. La classaction faceva riferimento ai disservizi che, nel dicembre 2012, i pendolari hanno dovuto subire per una quindicina di giorni dalla compagnia ferroviaria che serve il nord del Paese. Con il collasso totale della filiera del trasporto locale e 700mila pendolari circa coinvolti in un caos cosmico tra corse cancellate e le poche rimaste prese d’assalto. Per questo nel 2014 era stata presentata la class action.

La corte d’Appello ha riconosciuto, oggi, che “Trenord ha causato, per inefficienza nell’organizzazione, disservizi e disagi tali da coinvolgere migliaia di viaggiatori, in forma continuativa, per un periodo di tempo prolungato (dal 9 al 17 dicembre 2012), costringendoli a subire i ritardi prolungati, cancellazione di corse, trasbordi da un convoglio all’altro, modifiche di itinerari, condizioni di sovraffollamento dei convogli, senza neppure garantire forme di assistenza minime o diramare informazioni sui tempi di attesa o su eventuali percorsi alternativi”.

Il risarcimento dei 100 euro va ad aggiungersi all’indennizzo automatico previsto dal regolamento dei trasporti della compagnia. Vittoria per circa 3mila aderenti alla class action, per altri tremila che hanno aderito successivamente il diritto è stato ritenuto prescritto come previsto dal Codice civile in materia di trasporti. Una class action che a Trenord costerà circa 300mila euro nel complesso.