Il ritorno a scuola è un successo. Ma solo per Bianchi. I presidi tornano ad attaccare il ministero. Chiede le Ffp2 ma invia solo prodotti inadatti. Secondo una prima stima il 50% delle classi è in Dad

I presidi tornano ad attaccare il ministero guidato da Patrizio Bianchi. Secondo una prima stima il 50% delle classi è in Dad.

Veramente curioso codesto ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, che non trova niente di meglio che uscirsene così in una intervista a Radio24: “Non c’è stato il famoso disastro che ci doveva essere con la riapertura della scuola. Le regole sono chiare e ora stiamo lavorando per semplificare il rientro in classe”.

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Dopo quindici giorni di guai, tra richieste da parte di 2.500 dirigenti scolastici di avere almeno due settimane di didattica a distanza, richiese di mascherine ffp2 per i docenti e contagi che stanno sterminando intere classi, per il ministro ferrarese tutto va bene madama la marchesa (che sarebbe per la cronaca il suo capo Mario Draghi).

Tutto va a rotoli nella scuola e che ti fa quel furbacchione di ministro Bianchi? Butta la colpa – come al solito – sui media rei di creare un clima di terrore: “I problemi diventano enormi quando vengono moltiplicati dalle comunicazioni ansiogene. Ricordo che molte famiglie hanno fatto ricorso al Tar contro le scuole chiuse e i giudici hanno dato loro ragione. Non è vero che le regole non sono chiare. In ogni caso stiamo ragionando per semplificarle, per tornare a scuola basterà una certificazione che si è negativi”.

SOTTO AL TAPPETO. Quindi è un po’ come per i bollettini sul virus che i politici vogliono taroccare (leggi l’articolo), così si salvano le terga e la gente non si spaventa. Invece di agire sulla risoluzione dei problemi, questi maestri del fumogeno se la prendono con i media e con quel cattivone di virus che insiste malgrado il premier Draghi quest’estate aveva detto che con i vaccini ci si poteva incontrare senza mascherina. Corbellata, che oltretutto ha portato acqua ai No Vax di tutte le latitudini, gli è stata consigliata da qualche genio di “Covid-star” che ha avallato queste falsità per fare felice il capo e imbrogliare i cittadini.

Questo signor ministro chissà dove vive, forse sul pianeta Parella settimo, visto che ci racconta la favola del “tutto sotto controllo” quando invece la scuola è proprio il ventre mollo, insieme ai trasporti, della nefanda politica governativa. Stiamo assistendo ad una continua ecatombe di studenti positivi – qualcuno avverta Bianchi che non lo sa – che costringono a continue Dad mentre l’esecutivo pensa di risolvere tutto all’italiana e cioè facendo finta di niente. La sera di domenica Bianchi è stato ospite da Fazio e forse qualcuno lo deve avere avvertito che non era il caso di continuare con la ola e così ha rivisto al ribasso il suo entusiasmo dionisiaco dicendo che il rientro a scuola dopo i bagordi natalizi è stato “con molti problemi e alcune situazioni di difficoltà”.

Altra bordata al ministro è poi arrivata dal presidente dell’associazione presidi italiani Antonello Giannelli che ha fatto notare che mancano del tutto i dati ufficiali sulla situazione delle scuole e che “spero davvero che il ministero inizi a pubblicarli”. Dall’atro canto sono proprio i presidi ad avere il polso della situazione che invece è drammatica con insegnanti e alunni falcidiati. A solo titolo d’esempio, nel Lazio 7 istituti su 10 sono in didattica mista. “La nostra stima è del 50 % di classi in Dad. Aspettiamo ora la pubblicazione di dati ufficiali” ha ribadito oggi lo stesso Giannelli.

“La ripresa della scuola c’è stata – ha aggiunto il numero uno dell’Associazione del presidi – e il sistema ha tenuto. Questo sta avvenendo grazie all’impegno dei presidi e dei docenti e di tutto il personale. Non ci sono stati disastri o catastrofi ma c’è un enorme difficoltà gestionale. I presidi si stanno occupando solo dei problemi di natura sanitaria, non di tutto il resto”.

Nel frattempo, in questa trippa all’Italiana, le Regioni smaniano per protagonismo e propongono che venga attivata “la quarantena alle primarie già dal primo caso in attesa di effettuare i tamponi”. Altro che “tutto va bene”, caro signor ministro.

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