Rossi costretto al dietrofront. Dopo il servizio delle Iene sul figlio il sottosegretario alla Difesa rimette le deleghe

di Giorgio Velardi
Politica

Ha provato a resistere, minacciando addirittura querele. Ma alla fine è stato costretto a rimettere le deleghe. È costato caro al sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi il servizio mandato in onda domenica sera da Le Iene (Italia Uno).

Servizio nel quale l’inviato del programma, Filippo Roma, ha raccolto la denuncia della collaboratrice parlamentare di un collega di partito di Rossi, Mario Caruso (Centro Democratico), che ha raccontato come lo stipendio che in realtà sarebbe toccato a lei finiva puntuale nelle tasche del figlio dell’ex generale, Fabrizio. Assunto da Caruso – come quest’ultimo ha ammesso non sapendo di essere ripreso – per fare “una cortesia” all’ormai ex membro di Governo. “Sono accuse infondate e lesive della mia persona quelle che mi sono state rivolte nel servizio de Le Iene” che “infangano, ancora una volta, la mia reputazione”, si è subito difeso Rossi. Per il quale quello del figlio è “un incarico di natura fiduciaria che non prevede vincoli di orario lavorativo e anche per questo con una minima retribuzione”. Non è bastato.

Con Danilo Toninelli, i 5 Stelle chiedono le dimissioni del sottosegretario pure da deputato. Duro anche il capogruppo di Centro Democratico alla Camera, Lorenzo Dellai: “Attendo dai due colleghi spiegazioni esaustive e convincenti”.