Rovesciato il tavolo della politica. Ecco il merito dei Cinque Stelle. Parla lo scrittore Jacopo Fo: “Ora però non basta più. Serve un sistema aperto della società civile”

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“Il Movimento 5 Stelle ha avuto il pregio di rovesciare il tavolo. Ma non basta. Valorizzare le risorse che abbiamo vuol dire ascoltare la gente, non solo i militanti. Partiamo dai problemi veri: burocrazia e giustizia, tutto il resto è propaganda”. Jacopo Fo (figlio di Dario Fo e di Franca Rame) – scrittore, attore, regista, fumettista, blogger e attivista – fa un bilancio in chiaroscuro dei primi 10 anni di vita del M5S tra auspici e delusioni.

Il Movimento 5 Stelle compie dieci anni. Se dovesse indicarne un merito?
“Il merito del M5S è quello di aver rovesciato il tavolo, la politica italiana è cambiata completamente. Il successo che ebbe Matteo Renzi e i cambiamenti intervenuti nei partiti progressisti non ci sarebbero stati se non ci fosse stata una forza radicalmente nuova come il M5S”.

Quali i limiti invece?
“Nell’ultimo periodo il M5S si è chiuso. Non è riuscito a estendere la forma di ascolto, che c’è stata verso i militanti, ai cittadini. Immaginavo un sistema più aperto al contributo della società civile”.

Per esempio?
“Ho fatto proposte alla Rai che sono state bocciate. E se una persona che ha un minimo di notorietà come me sperimenta questo tipo di chiusura che possibilità ha un giovane videomaker? E ancora: sulla lotta agli sprechi non si fa appello all’intelligenza degli italiani per capire come e dove trovare risorse e aumentare l’efficienza”.

Eppure attraverso la rete uno degli obiettivi del M5S è stato quello della condivisione dei processi democratici…
“C’è partecipazione rispetto alle decisioni che il M5S prende consultando i suoi militanti. Ma il Movimento è al governo dunque dovrebbe darsi degli strumenti che permettano non solo ai militanti ma anche ai cittadini di fare proposte. Non c’è un ambito in cui lo Stato possa valutare se i cittadini o le aziende abbiano progetti innovativi. Valorizzare le risorse che abbiamo vuol dire ascoltare la gente”.

Cosa ne pensa del matrimonio col Pd?
“Faccio parte di un gruppo di persone che dal 2013 insiste per riconoscere che la distanza tra Pd e M5S non è così immensa. La vicinanza tra le due forze può far bene a entrambi: il Pd ha bisogno di un grande rinnovamento e il M5S può avvantaggiarsi delle capacità e delle esperienze del Pd. Le regioni che utilizzano al meglio i finanziamenti Ue sono Toscana ed Emilia, amministrate dal Pd. Alcuni del M5S hanno capito l’importanza di questo patrimonio. Nel Piemonte, amministrato dal Pd, hanno cambiato il sistema di acquisto delle medicine con un risparmio del 68% del costo tramite il sistema delle aste. A cui si sono unite altre Regioni. L’ex ministro della Salute Giulia Grillo del M5S ha fatto un piano nazionale che mutuava questo comportamento virtuoso e che prevedeva anche la vendita delle medicine sfuse. Ma non le è stato riconosciuto”.

Che fare allora?
“Bisogna valorizzare alcune cose rivoluzionarie che ha fatto il M5S. Roberta Lombardi ha avuto il coraggio, nel momento in cui ha scoperto che nel comune di Roma c’è del marcio, di andare dal pretore e consegnare un dossier che prova illegalità e corruzione. Ma anche lei come la Grillo non ha avuto il giusto riconoscimento”.

Ius culturae e fine vita: bisogna andare avanti?
“Sì certo, ma il problema è la priorità degli interventi. Abbiamo la possibilità di fare una vera rivoluzione affrontando il grande problema che ci affligge: la burocrazia. Tutti lo hanno promesso, da Berlusconi a Renzi, ma nessuno l’ha fatto. Portare la burocrazia italiana a un livello europeo è a costo zero. Serve tagliare le tasse del 10% alle piccole e medie imprese e ai cittadini. Un’inchiesta di Milena Gabanelli ha rivelato che negli ospedali ci sono mammografi inadeguati. Con Peopleforplanet.it chiediamo al ministro della Salute di intervenire perché in Italia le medicine da banco costano 4,5,6 volte di più che nel resto d’Europa. Bisogna partire da qui, dai veri problemi. Un plauso al ministro Lorenzo Fioramonti che ha stanziato risorse per la sicurezza delle scuole”.

Voterebbe ancora M5S?
“Vediamo cosa succede, che scelte verranno fatte. Se fosse continuato il governo con Matteo Salvini non avrei votato di nuovo M5S. Certo quel governo alcune cose buone le ha fatte, come il Reddito di cittadinanza e Quota 100, ma altre erano inaccettabili come sugli immigrati”.

In cima all’agenda dunque metterebbe burocrazia e…
“Giustizia. Dal 2007, quando mia madre era al Senato, c’è stata la proposta di equiparare il processo civile a quello del lavoro. Chi viene a investire in Italia sapendo che in caso di contenzioso deve aspettare 9 anni per avere una sentenza? L’Italia è incapace di competere con i paesi stranieri. Il ministro Alfonso Bonafede ha messo questo discorso come priorità della riforma della giustizia, se ci riesce è una rivoluzione. Burocrazia e giustizia: è su questo che il Paese attende risposte. Al confronto il taglio dei parlamentari e il voto ai 16enni sono misure di propaganda”.