Sale l’allerta terrorismo. Mentre Alfano avverte di un possibile attacco terroristico in Italia, Renzi torna a svegliare l’Europa chiedendole aiuto

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Renzi è deciso a non mollare il suo pressing in Europa. Durante il vertice Ue di Bruxelles, il premier è tornato sul suo refrain: la centralità delle politiche per il Mediterraneo. D’altronde, da mesi lo dice e lo ripete. Lo ha fatto anche durante la cena dei 28 leader, insistendo: se “si continua a parlare solo di Russia e Ucraina, finirà che dipingerete un’Europa strabica”, ha detto ai “colleghi”, invitandoli ancora una volta a “considerare il Mediterraneo cuore e non periferia d’Europa”. E sembra che, in quella stessa occasione, si sia anche sfogato tornando in albergo: “sono 9 vertici europei che metto sul tavolo l’emergenza Mediterraneo e ancora adesso è faticoso”, avrebbe detto secondo quanto riferisce chi era con lui. Renzi, alla fine del vertice, si è limitato a commentare come “andate bene” le discussioni sui temi al tavolo del Vertice (dall’Ucraina al Ttip, dall’energia alla Libia e all’economia) soffermandosi, oltre al tema terrorismo ed alla strage del Bardo, anche sulla Libia.

L’ALLARME
Un capitolo su cui l’Italia spinge da sempre. Anche perchè, dopo l’attentato di Tunisi, l’Italia si scopre indifesa. “Siamo di fronte ad una minaccia globale”, ha ammesso il premier Renzi sempre durante il verticem sbarrando, tuttavia, la proposta avanzata dal leader del Carroccio, Matteo Salvini, di chiudere le frontiere. “Questa gente – ha detto il premier al termine del vertice – ignora che questa vicenda è accaduta fuori dalle nostre frontiere”. Certo, ma intanto l’allerta terrorismo in Italia è ad alti livelli. E il Viminale lancia l’allerta; “non è possibile escludere azioni emulative in Italia”. Questo è quanto scritto in una circolare del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, nella quale si invitano gli organismi di sicurezza a “sensibilizzare ulteriormente” le misure di vigilanza a sedi diplomatiche tunisine e ai siti sensibili. La circolare fa riferimento “all’irruzione di persone con armi da fuoco nel museo del Bardo di Tunisi, con vittime e feriti”. Alla luce dell’attacco dunque, sottolinea il Dipartimento, “non potendosi escludere che la circostanza possa determinare azioni improntate all’illegalità anche a carattere emulativo, si prega di voler ulteriormente sensibilizzare le misure di vigilanza e sicurezza”. Misure che riguardano “obiettivi diplomatico-consolari, con particolare riguardo a quelli tunisini” ma anche “sedi istituzionali e di ogni altro sito ritenuto esposto a rischio per la circostanza”.

L’INCONTRO
Insomma, l’Italia deve correre ai ripari. Come detto poi da Renzi alla fine del vertice: “una discussione non basta, molto dipenderà da ciò che accadrà nelle prossime settimane. Continueremo a monitorare la situazione”. Il premier si è poi riferito, quindi, agli attesi sviluppi della mediazione dell’inviato Onu Bernardino Leon per una riconciliazione nazionale delle fazioni in grado di permettere un governo di unità che l’Ue sarebbe pronta a sostenere con un intervento sul terreno mirato alla sicurezza (dal controllo dei confini, all’addestramento dei libici.)