Salta l’aumento della benzina, il governo punta sui tagli

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di Angelo Perfetti

La benzina non si tocca. Il Consiglio dei ministri ha capito che l’argomento era particolarmente pericoloso e estremamente volatile. Con gli italiani ormai allo stremo, l’impatto emotivo di certe decisioni può essere devastante; e così dopo aver fatto circolare (ad arte?) la notizia, si è fatta una rapida retromarcia poi formalizzata in Cdm. Ma il problema del deficit sotto il 3% esiste, e Letta è convinto che grazie alla ‘manovrina’ approvata dal consiglio dei ministri si ci possa riuscire. Servivano 1,6 miliardi di euro e sono arrivati con i tagli ai ministeri e ai trasferimenti agli enti locali (1,1 mld) e la vendita di immobili del Demanio e dello Stato a Cdp (500 milioni). Arrivano i soldi per il fondo immigrazione e per i minori stranieri ma saltano i 330 milioni di euro per rifinanziare la cassa integrazione.

La cassa integrazione
Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, alla fine del Cdm a Palazzo Chigi, illustra la manovra correttiva per riportare il disavanzo 2013 nei giusti limiti. Il dossier sulla cassa integrazione non è però archiviato e dovrebbe essere affrontato in un decreto collegato alla legge di Stabilità, che arriverà la prossima settimana. ‘’In quell’occasione c’è la possibilità di fare un decreto parallelo in cui possono essere affrontate questioni’’ che sono rimaste oggi aperte, come appunto la cig. Saccomanni sta per volare verso due importanti appuntamenti internazionali: domani sarà a Washington per la riunione al Fondo Monetario Internazionale, lunedì invece sarà a Lussemburgo per l’Ecofin. L’importante era dunque poter presentarsi ai partner con i conti nuovamente a posto. Una maggiore coesione nella maggioranza avrebbe ulteriormente dato una mano: ‘’Senza l’instabilità politica – ha fatto sapere Saccomanni – lo spread sarebbe stato più basso’’. I nodi aperti, se pur delicati come quello della cassa integrazione, saranno affrontati a partire dalla prossima settimana. Confermati invece i 210 milioni per l’emergenza profughi, tra i 190 milioni del fondo immigrazione e i 20 mln da destinare specificatamente ai minori stranieri non accompagnati.

La spesa pubblica
Confermate le riduzioni di spesa pubblica. ‘’I tagli alla spesa sono tagli sulle spese rimodulabili e ancora oggetto di discrezionalità dei singoli ministeri – ha spiegato il ministro dell’Economia – con l’esclusione di ministeri come la ricerca, l’istruzione e la sanità, in forma più o meno lineare’’. Per gli immobili entra invece in campo Cdp, come ventilato nelle scorse settimane. Al Consiglio dei ministri non si è parlato invece della ‘golden power’ e di Alitalia, mentre un primo giro di tavolo è stato fatto sulla legge di stabilità ed ‘’è condivisa da tutti l’idea di dare un segnale significativo sul cuneo fiscale e sulle buste paga dei lavoratori’’. Sciolto dunque il ‘giallo’ benzina.

Il giallo della benzina
Nella bozza del decreto, circolata in mattinata, figurava, un sostanzioso aumento delle accise. Ma il governo aveva fatto subito sapere che le risorse sarebbero state recuperate in altro modo. ‘’In Consiglio dei
ministri ci sara’ il provvedimento per il rientro del 3% e alcune misure urgentissime per l’emergenza immigrazione e sbarchi. Nessuno aumento di accisa o altre tasse’’, aveva fatto sapere il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini. E anche del Tesoro era arrivato subito il chiarimento che non ci sarebbe stato l’aumento delle accise tra le coperture.

Stop al declino
Secondo il ministro Saccomanni ’Questa è una legge di stabilità in cui si cercerà di dare un segnale di stop al declino premiando e promuovendo gli investimenti anche attraverso la riduzione della spesa corrente e di flessione della pressione fiscale, secondo gli obiettivi concordati in sede europea’’.

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