Salvati da droga e prostitute

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Di Sergio Patti

Salvati dalla malavita. Incredibile ma vero, droga, prostitute e contrabbando di sigarette diventano la marcia in più della nostra ricchezza e l’Istat non può che certificarlo. Il Pil del 2011 riveduto e corretto rispetto al vecchio dato ufficiale scopre così 59 miliardi sfuggiti alla contabilità. Mica poco, perchè parliamo di un 3,7% che vale perlomeno quanto un paio delle ultime manovre finanziarie. Soldi illegali, è inutile negarlo, che ci sono e dunque da adesso rientreranno nel calcolo del Prodotto interno lordo secondo il nuovo Sistema europeo dei conti.

Nuove regole
Una novità annunciata, ma che solo adesso ci consente di quantificare il valore dell’economia illegale, armonizzando la ricchezza effettivamente circolante nei diversi paesi. Un dislivello reso facilmente visibile nel caso di un confronto tra quegli stati dove ad esempio la prostituzione è illegale e quelli dove invece le prostitute esercitano in forma regolamentata e pagano persino le tasse.

Meno deficit
Utilizzando le nuove regole il Pil italiano del 2011 passa da 1.579,9 a 1.638,9 miliardi, migliorando il rapporto tra deficit e Pil di 0,2 punti percentuali al 3,5%. E non basta. La pressione fiscale generale scende di 0,9 punti percentuali al 41,6%. Statistiche, che hanno la loro importanza, ma che al di la di ogni considerazione permettono di ricalcolare il valore dell’enorme economia sommersa, pari a circa 187 miliardi, l’11,5% del Pil 2011. Ovviamente in questo campo ci si muove per stime molto parziali, visto che di dati ufficiali chiaramente non ce ne possono essere. Secondo una stima della Banca d’Italia antecedente al lavoro dell’Istat, di cui aveva parlato Anna Maria Tarantola (allora vicedirettore) in Parlamento, tra il 2005 e il 2008 l’incidenza dell’economia sommersa sul Pil era pari al 10,9% cioè a circa 150 miliardi.

I dettagli
I dati di ieri dell’Istat vanno un po’ più in profondità, contabilizzando i proventi di droga, prostituzione e contrabbando – definiti “economia non osservata” – in oltre 200 miliardi. E solo l’inclusione di queste ultime attività illegali (poi ce ne sono altre)contribuisce alla rivalutazione del Pil per 15,5 miliardi di euro, di cui nello specifico 10,5 miliardi provenienti dal commercio della droga, 3,5 miliardi dalla prostituzione e 0,3 miliardi dal contrabbando di sigarette. Cifre immense, ma che secondo alcune associazioni sarebbero persino sottovalutate.