Salvini vuole Draghi al Quirinale (per andare lui a Palazzo Chigi)

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Matteo Salvini vuole Mario Draghi al Quirinale. Ma pronostica anche che il suo governo non sarà in grado di fare le riforme. Incassato il proscioglimento per il caso di Nave Gregoretti, il Capitano spiega i suoi piani in un’intervista a Repubblica. E la sua strategia diventa abbastanza chiara.

Salvini vuole Draghi al Quirinale (per cacciarlo da Palazzo Chigi e andarci lui)

“Tanto non sarà questa maggioranza a riformare giustizia e fisco. La ministra Cartabia può avere le idee chiare, ma se sei in Parlamento con Pd e 5S, per i quali chiunque passa lì accanto è un presunto colpevole, è dura…”, esordisce Salvini. L’affermazione serve a coprire la reale intenzione del Capitano. Che è quella di non lasciare spazi per le riforme al governo Draghi allo scopo di andare alle elezioni. Per potersi muovere lui, in caso di vittoria del centrodestra.

Il leader della Lega dice di avere tutta l’intenzione di continuare a stare dentro quest’esecutivo anomalo «come atto di amore verso il Paese» ma solo «per garantire salute e lavoro». Dunque,  on un metro oltre la dimensione dell’emergenza. Difficile pensare al varo di provvedimenti strutturali. Quanto ai tempi, Salvini afferma che non vuole «dare scadenze a Draghi». Ma se il premier intenderà candidarsi per il Quirinale «avrà nella Lega un sostegno totale: non lo stesso appoggio, credo, troverà da parte del Pd che ha almeno dieci pretendenti al Colle».

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La Lamorgese e Draghi

Nell’intervista che invece rilascia al Corriere della Sera Salvini parla anche di Lamorgese e Draghi.  “Io spero che questo processo sia utile all’intero governo perché arrivi a un approccio più fermo e più europeo sull’immigrazione”, esordisce. “Se qualcosa non è reato a Catania, non dovrebbe esserlo nemmeno a Palermo”, ha osservato Salvini a proposito dell’inchiesta per l’analoga vicenda Open Arms.

“Ma c’è un’eccessiva… vaghezza nel diritto penale, e questo è un problema”, ha aggiunto, “proprio per questo noi siamo contrari al ddl Zan. Il ddl Zan lascia nelle mani dei giudici il decidere che cosa è politicamente corretto e che cosa è reato. Un giudice può decidere se è un reato che io dica di essere contrario alle adozioni per le coppie omosessuali. In questo senso, il tema è esattamente lo stesso”.  E con il Corsera il Capitano rilancia i referendum sulla giustizia: ”Se il Parlamento approverà qualcosa di serio e di adeguato, benissimo, altrimenti daremo voce ai cittadini”.