Trappolone per Salvini. Meloni lo inguaia anche sul coprifuoco. La leader di FdI chiede il voto sul suo odg. Ma il Capitano si sfila come su Speranza

coprifuoco Meloni
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Gli alibi a questo punto sono finiti. E le scuse pure: oggi Fratelli d’Italia, dopo il sit-in di ieri sera davanti a Palazzo Chigi andato avanti oltre le 22 per “sfidare” il governo e dimostrare che “il coprifuoco è anti-costituzionale”, porterà in Aula un Ordine del giorno per abolirlo.

Servendo a Matteo Salvini su un piatto d’argento, dunque, l’occasione per liberarsi dell’odiata misura non solo a chiacchiere ma con gli strumenti che il legislatore mette a disposizione, a maggior ragione visto che la Lega ha lanciato domenica notte, alla vigilia del ritorno in giallo di 15 Regioni e la conseguente riapertura anche serale di bar e ristanti, una raccolta firme per abolire lo stop alle 22 di tutti gli spostamenti e di tutte le attività.

Non a caso la leader dell’opposizione Giorgia Meloni pure stavolta, come già per la mozione di sfiducia al ministro della Salute Roberto Speranza, auspica che tutto il centrodestra converga per cancellare la norma e lancia la sfida: “Vediamo chi lo sosterrà (in riferimento all’Odg, ndr) e chi invece si schiererà ancora una volta in favore di una misura inutile e liberticida”, scrive sui suoi social. Ovviamente il riferimento è chiaro, così come l’intento di ‘stanarlo’.

Ad esplicitarlo ci pensa il capogruppo alla Camera di FdI Francesco Lollobrigida: “Ho sottoscritto la petizione popolare degli amici della Lega per abolire il coprifuoco, perché chiede la stessa cosa che FdI ripete da tempo: va eliminata una misura inutile, che non limita i contagi ma solo la libertà d’impresa e dei cittadini”. Della serie, noi di FdI ragioniamo in termini di coalizione e appoggiamo le iniziative dell’alleato, Salvini fa altrettanto?

A chiederselo ieri è stato anche il segretario dem Enrico Letta, che dopo lo ‘strappo’ in Cdm la scorsa settimana, con l’astensione dei ministri leghisti sul nuovo decreto Covid che stabilisce la road map delle riaperture proprio per il nodo del coprifuoco, ha intrapreso con il leader leghista un duro duello a distanza scandito dalla richiesta di coerenza: Salvini scelga se stare dentro o fuori.

“Quando si tocca un tema come quello della petizione contro la decisione del governo di cui fa parte – sottolinea Letta – poi succede che la Meloni lo prende sul serio e presenta un ordine del giorno che va votato in Parlamento e vedremo quale sarà il comportamento di Salvini in Parlamento”. Anche stavolta, come per la mozione contro il titolare della Salute, il Capitano lancia il sasso e toglie la mano: “Le mozioni lasciano il tempo che trovano. Se si apre o se si chiude lo decide il governo, non gli ordini del giorno”, taglia corto escludendo di fatto l’appoggio all’Odg di FdI.

Ma il leader in pectore del M5S Giuseppe Conte va oltre e in un post su Facebook, si chiede se i ministri leghisti “Si accoderanno ad apporre le proprie firme all’iniziativa propagandistica contro il coprifuoco lanciata dal loro leader oppure si dissoceranno”. Insomma, anche per Conte “O dentro fuori”, tertium non datur.

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