Salvini vuole riaprire tutto e subito anche se rischiamo la terza ondata. E intanto in Veneto spunta la variante indiana

Matteo Salvini
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Il leader della Lega, Matteo Salvini, insiste. Vuole riaprire tutto e subito, posticipare soprattutto il coprifuoco dalle 22 alle 23, anche se rischiamo la terza ondata. Intanto in Veneto spunta la variante indiana del Coronavirus. Lo ha detto oggi il presidente della Regione, Luca Zaia durante la consueta conferenza stampa di aggiornamento sulla situazione epidemiologica e sulla campagna vaccinale.

“Si tratta – ha detto il governatore leghista – di due cittadini indiani di Bassano, padre e figlia, con la variante indiana”. Le varianti “sono migliaia, e prima o poi arrivano tutte. Abbiamo questa novità e affrontiamo giorno dopo giorno questi aspetti, e andiamo avanti”, ha aggiunto Zaia.

“Non puoi dire a un barista o a un ristoratore: ‘torna a lavorare a cena, ma alle 21.59 fai alzare chi si sta bevendo il caffè’. Il buon senso va oltre al decreto e quindi se c’è un decreto che prevede il lavoro anche la sera, lasciamo lavorare questa gente che se lo merita” ha detto Salvini a proposito del coprifuoco previsto dal Decreto Riaperture.

Salvini ha poi aggiunto, a proposito della raccolta delle firme: “Che decine di migliaia di persone in 24 ore abbiano messo nome, cognome e indirizzo dicendo ‘restituiteci il lavoro e la libertà di uscire di giorno e di notte’, penso che sia significativo e possa servire a tutto il Governo per capire che gli italiani hanno voglia di tornare al lavoro e alla libertà quindi penso che possa essere uno stimolo positivo”.

“Lo dico al segretario del Pd: noi siamo leali, fedeli sostenitori di Draghi e, quindi, chiediamo che la scienza valga sia quando si chiude che quando si apre” ha detto ancora il leader della Lega, parlando anche ai microfoni di Rtl102.5. “Non siamo qua per litigare, stiamo lavorando al corretto utilizzo dei fondi europei – continua salvini -. Ci siamo, noi siamo al governo non per fare scena muta, ma per portare le nostre idee. E io penso che Draghi abbia bisogno di chi gli porta il contatto con la realtà”.

“Forse anche proprio il caso del Lazio conferma che tenere alta l’attenzione ha permesso di contenere la diffusione del virus. Benissimo che siamo tornati in zona gialla ma attenzione, perché tre cose servono: soldi, vaccini e regole ancora da osservare. Lo ha detto, invece, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a Rainews24. “A me – ha aggiunto riferendosi alle parole di Salvini – questa demagogia per cui un anno fa le mascherine era inutili e adesso c’è lo sciogliete le righe la trovo pericolosa. Dire che stiamo uscendo da tunnel vuol dire che stiamo accendendo la speranza, non vuol dire che siamo già usciti”.

“Oggi è una giornata molto importante per l’Italia. Quasi tutte le regioni tornano in zona gialla – ha detto invece il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio -, è una giornata di riaperture, con grandi sacrifici le nostre attività economiche riaprono, ma non dev’essere un liberi tutti, ovviamente. Serve molta prudenza, ma in questo momento abbiamo un segnale di speranza rispetto alle possibilità, da qui ai prossimi mesi, di ritornare alla normalità”.

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