Salvini è pregato di passare alla cassa. Il vice della Raggi: dai sovranisti buco miliardario. Lega, FdI e FI parlano di ritorno alla Caput Mundi. Ma a Roma ancora pesano i debiti lasciati dalla Giunta Alemanno

trasporti Roma Calabrese
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Non sono stati solo gli affari di Salvatore Buzzi e Massimo Carminati, del rosso e il nero dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”, a caratterizzare Roma ai tempi di Gianni Alemanno. Neppure solo le parentopoli e l’esercito di ex camerati piazzati nelle partecipate, con tanto di saluti romani a due passi dalla statua del Marco Aurelio. E quel periodo non può essere sintetizzato neppure con la condanna a sei anni di reclusione, per corruzione e finanziamento illecito, incassata dall’ex primo cittadino dopo quelle indagini.

Alemanno, che fece tornare le destre in Campidoglio dopo che erano rimaste lontane per 15 anni dal potere capitolino, è infatti anche l’uomo indicato tra i maggiori responsabili della montagna di debiti che pesano su Roma Capitale, dei conti a pezzi nonostante avesse ricevuto nel 2008 il grande aiuto dal premier Silvio Berlusconi, che per i vecchi debiti appunto creò la gestione commissariale, una sorta di bad company.

A ricordare quella pesante eredità alle destre che ora ambiscono a tornare in Campidoglio, parlando di una nuova Roma dei cesari e dei papi e del ritorno alla caput mundi, ieri è stato il vicesindaco pentastellato Pietro Calabrese. Presentando i propri candidati, Enrico Michetti e Simonetta Matone, il leader della Lega, Matteo Salvini, ha affermato: “Presentiamo la voglia di cambiamento per restituire orgoglio, dignità ed efficienza a Roma”. L’obiettivo? “Roma Capitale verde d’Europa, della pulizia, del decoro”, aggiungendo che bisogna trasformare i rifiuti in ricchezza, con un investimento da un miliardo di euro per una cittadella dell’ambiente”. Tutte le destre unite per “restituire a ogni cittadino l’orgoglio di Caput Mundi”.

L’AFFONDO. A replicare al numero uno del Carroccio ha quindi provveduto l’assessore alla mobilità e vicesindaco Pietro Calabrese (nella foto). “Salvini alla presentazione del candidato a sindaco del centrodestra: “Penso a una cittadella dell’ambiente, con sport e cultura vicine, da un miliardo di investimenti”. Ok, quindi finalmente restituiranno il miliardo e mezzo di debiti che hanno lasciato l’ultima volta che hanno governato a Roma?”, ha scritto l’esponente pentastellato su Facebook.

Calabrese ha quindi incalzato Salvini specificando: “Per dimostrare che non siano le solite chiacchiere da campagna elettorale, visto che quei debiti li ha già pagati Virginia Raggi, ci mandino il Cro del bonifico. Grazie”. Cancellare la parentesi di Alemanno, il periodo in cui le destre hanno amministrato Roma promettendo meraviglie e poi lasciando la città come è ormai noto, del resto è impresa difficile.

BARRA DRITTA. La sindaca Virginia Raggi, nonostante proseguano critiche feroci sul suo operato e bordate pesanti per la ricandidatura, intanto non arretra di un millimetro. “Io sono molto determinata. Ad agosto scorso ho detto che mi sarei ricandidata per continuare il lavoro iniziato – ha dichiarato intervistata dalla trasmissione “L’Aria che tira”, in onda su La7 – non ci credeva nessuno perché non avevo manifestato le mie intenzioni. Ho pesato alla luce del sole questo desiderio e il Movimento, di fatto, è con me. Lo stesso Conte mi ha appoggiato e in campagna elettorale mi sosterrà”. La battaglia è appena iniziata.

 

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