Salvini si scopre virologo, a scuola senza mascherina. Il leader della Lega userà la figlia come cavia: in classe non porterà protezioni

di Giuseppe Vatinno
Politica

Quando gli antropologi studieranno la pandemia del 2020 avranno materiale su cui lavorare a cominciare da una caratteristica che sta emergendo a livello mondiale: la destra non vuole misure protettive, in un delirio anarcoide in cui si confondono le misure di contenimento con un attacco alla libertà individuale. L’uscita di ieri di Matteo Salvini sul fatto che non manderà a scuola la figlia con la mascherina e dietro uno schermo di plexiglas mette i brividi. Perché non mettere la mascherina, o tenerla costantemente abbassata, o con i pezzi di fuori, come il suo naso padano, espone al contagio lui e tutti gli altri che gli si accalcano intorno.

E il contagio riguarda tutti perché più si propaga il virus più tutta l’intera collettività è a rischio. Si è visto che cosa è successo in Lombardia e nel nord Italia in regioni a trazione leghiste: un vero disastro che ha diffuso il contagio all’intera Italia e poi all’intero Occidente. Roba da restare nei libri di storia, come l’Oms con le sue sottovalutazioni e contraddizioni. Basta guardare cosa sta accadendo in Brasile e negli Usa, guidati da due campioni della menefregaggine sociale come Jair Bolsonaro in Brasile e Donald Trump negli Usa. I due stati americani stanno assistendo ad una vera e propria esplosione di contagi, mentre Trump ancora si diverte a girare il più possibile senza alcuna protezione e consiglia di iniettarsi il disinfettante.

Anche i nostri campioni sfiatati del celodurismo nostrano fanno a gara a chi non porta la mascherina o a chi si espone di più al contagio tra deliranti assembramenti pubblici e fuochi di artificio di sputazzi sparsi per ogni dove. Nonostante gli avvertimenti degli scienziati su una possibile seconda ondata quasi fisiologica – che già peraltro è realtà in Paesi come Cina e Giappone -, questi giocano non solo con le loro esistenze, ma con quelle di noi tutti. Ora non si capisce dove sia il problema a far portare una mascherina magari chirurgica – se ce l’avessero tutti bloccheremo il contagio – ai bambini o a proteggerli con schermi di plastica come ha proposte la ministra Azzolina. I bambini si possono infettare come tutti gli altri ma – soprattutto – diffonderebbero il virus ai genitori e alle famiglie producendo in autunno un cataclisma.