“Sanato un vulnus creato dalle destre: è la settimana del riscatto della Giustizia”. Parla l’europarlamentare del M5S, Antoci

Antoci, europarlamentare M5S, invita Nordio ad assumersi le sue responsabilità dopo essere stato sconfessato in Europa sull'abuso d'ufficio

“Sanato un vulnus creato dalle destre: è la settimana del riscatto della Giustizia”. Parla l’europarlamentare del M5S, Antoci

Il Parlamento europeo ha dato il via libera con 581 voti a favore 21 contrari e 42 astenuti alla direttiva anti-corruzione. La direttiva stabilisce a livello Ue le fattispecie dei casi di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi Ue. Presente nella lista dei reati un articolo dedicato all’abuso d’ufficio definito “esercizio illecito di funzioni pubbliche”.Giuseppe Antoci, europarlamentare del M5S e unico relatore italiano della direttiva, si può ritenere soddisfatto?
“Moltissimo, è stata una battaglia dura che ci ha visti impegnati per diversi mesi. Come Parlamento europeo, e io sono orgoglioso di far parte del team negoziale, abbiamo respinto gli assalti di chi puntava a raggiungere un compromesso al ribasso rimuovendo l’obbligatorietà dell’abuso d’ufficio. Nella direttiva approvata dal Parlamento europeo viene invece definito un reato grave che deve essere presente in tutti gli ordinamenti. Ricordo che oggi il reato di abuso d’ufficio è contemplato in 24 Paesi membri su 27. L’Italia era pecora nera per colpa della legge Nordio, ma oggi noi saniamo quella macchia nel sistema giudiziario del nostro Paese”.

Dopo il referendum sulla Giustizia, il ministro Carlo Nordio e la premier sono stati bocciati anche dall’Europa?
“Il ministro Nordio paga le conseguenze di scelte sbagliate che hanno danneggiato la legalità e il sistema giustizia. L’esito del referendum, le dimissioni del suo sottosegretario Delmastro e della sua capo di gabinetto Bartolozzi e adesso questo voto del Parlamento europeo sono le naturali conseguenze di errori e colpi di spugna che avevano lasciato praterie di impunità a pubblici funzionari in malafede e a politici corrotti”.

La direttiva in realtà è stata votata anche da Fratelli d’Italia. Che assieme alla Lega sostiene che in realtà l’abuso d’ufficio non è contemplato. Eppure la conferma che il reato è previsto e che l’Italia dovrà adeguarsi arriva anche da Raquel Garcia Hermida, relatrice con lei della direttiva. Lo stesso numero uno dell’Anac, Giuseppe Busia, e il presidente della Consulta, Giovanni Amoroso hanno invitato la politica a prendere atto di questa nuova legislazione europea.
“Mi permetta una battuta. Ma gli europarlamentari di Fratelli d’Italia sanno cosa hanno votato? Hanno davvero letto il testo della direttiva? Affermare come hanno fatto loro in un punto stampa che l’inserimento dell’abuso d’ufficio è facoltativo è una bugia smentita da un parere dei servizi giuridici del Parlamento europeo, dalla relatrice stessa – l’europarlamentare Raquel Garcia Hermida che ringrazio per l’eccellente lavoro svolto – e, non da ultimo, dai Presidenti di Corte costituzionale e Anac. I fatti dicono che Fratelli d’Italia prima del referendum, nel voto in Commissione Libe, si erano astenuti, ieri invece in plenaria hanno votato a favore. La ragione di questa nuova posizione sta nell’esito del referendum: il partito della Meloni ha capito che difendere la casta e l’impunità non paga, i cittadini vogliono una giustizia libera, forte e indipendente che loro non sono in grado di garantire”.

Questa settimana dalla vittoria del sì al referendum al voto della direttiva può essere considerata quella del riscatto della Giustizia?
“Sì. L’abuso d’ufficio è il punto in cui si rompe il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Cancellarlo è stato un errore politico enorme, che ha mandato un messaggio pericoloso: quello di uno Stato più debole di fronte alla corruzione e alla criminalità organizzata. Questa direttiva dimostra che l’Europa invece va nella direzione giusta. Nordio, che ha voluto cancellarlo, si assuma la responsabilità politica di quella scelta sbagliata. Quando si smantellano strumenti fondamentali contro la corruzione e poi si viene smentiti a livello europeo, la responsabilità politica è inevitabile”.