Nuova grana per il governo e per Daniela Santanchè. La ministra del Turismo è indagata dalla procura di Milano per il fallimento della società Bioera, che ha presieduto fino al 2021. I pm ipotizzano per Santanchè il reato di bancarotta. Si tratta di un procedimento distinto da quello sul fallimento di Ki Group srl. In ogni caso, come avvenuto anche per Visibilia, Fratelli d’Italia non cambia posizione e sostiene che l’iscrizione nel registro degli indagati non cambia la posizione della ministra, mentre potrebbe farlo un eventuale rinvio a giudizio. Le opposizioni, invece, chiedono le dimissioni di Santanchè, con il Pd che parla di ministra “plurindagata” e di “oltraggio alle istituzioni”.
Salvatore Pino e Nicolò Pelanda, legali della ministra, spiegano che la loro assistita “non ha ancora ricevuto alcuna notifica, avendo abbandonato la carica di presidente senza deleghe di Bioera sin dal 2022 troveremmo quanto meno singolare un suo coinvolgimento”. Per gli avvocati, non essendo mai nemmeno stata azionista della società, “potrebbe al più trattarsi di un atto dovuto a fini di garanzia”.
Nuova indagine per Santanchè, le opposizioni chiedono le dimissioni
La segretaria del Pd, Elly Schlein, si rivolge alla presidente del Consiglio: “Giorgia Meloni con la ministra Santanchè non può piu’ continuare con la tecnica dello struzzo: la sua testa sotto la sabbia non è quella degli italiani, che invece vedono tutta l’inopportunità politica e istituzionale di una ministra plurindagata e rinviata a giudizio. Dopo la notizia di oggi dell’ennesima indagine a suo carico, è chiaro che la sua permanenza al ministero del Turismo è del tutto insostenibile, in primis per tutelare le stesse istituzioni. La domanda è: Giorgia Meloni intende continuare a difendere i propri amici o la credibilità delle istituzioni?”.
All’attacco anche Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde: “Non si tratta di un episodio isolato, ma dell’ennesima conferma di un governo che convive stabilmente con indagini e procedimenti giudiziari e che, nonostante questo, continua a dare lezioni di legalità al Paese. Il governo guidato da Giorgia Meloni è ormai un governo di condannati e plurindagati, che predica legalità mentre tollera situazioni politicamente e moralmente incompatibili con l’esercizio di funzioni pubbliche. Santanchè avrebbe dovuto dimettersi da tempo, per rispetto delle istituzioni e dei cittadini. A questo punto la domanda è inevitabile: che cosa deve ancora succedere perché Meloni chieda a Santanchè di farsi da parte? Qual è il limite, se un limite esiste, oltre il quale anche per questa maggioranza l’etica pubblica torni a contare qualcosa?”.
La senatrice del Movimento 5 Stelle, Ketty Damante, si sofferma invece sul ruolo del Parlamento: “In questa legislatura la Giunta per le immunità sembra avere un’unica missione: i processi di Daniela Santanchè. Oggi veniamo a conoscenza del fatto che la ministra del Turismo è sottoposta a una nuova indagine per bancarotta, questa volta relativa al fallimento di Bioera spa, che si aggiunge a quella già aperta sul crack di Ki Group. Quindi altro giro altra corsa in Giunta. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse al contrario da piangere: è davvero svilente che il Parlamento debba discutere ogni settimana dei processi della Santanchè. Ogni giorno che passa senza le sue dimissioni è un giorno perso per la credibilità delle istituzioni e per la serietà della politica”.