Sbatti la Raggi in prima pagina. Se questo è giornalismo: l’Osservatore Romano parla di emergenza maltempo e arrivano i titolini contro la Raggi

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Probabilmente sarà che era sabato di un anonimo 10 settembre, probabilmente sarà che il tran tran delle dichiarazioni e dei lanci delle agenzie stampa ha mandato tutti in confusione, ma il fatto che un inciso dell’Osservatore Romano sia di fatto stato preso, estrapolato dal contesto e messo in bella vista sulla maggior parte dei siti di informazione e dei giornali italiani, lascia abbastanza interdetti. E, forse, anche un po’ disgustati dalla qualità dell’informazione nostrana.

La Notizia non è caduta nel grossolano errore che, peraltro, era facilmente evitabile. Già, perché scrivere “Roma in stato di abbandono“, “Roma senza governo“, “Caso Roma, la Chiesa accusa“, copiando pedissequamente un flash dell’Ansa, semplicemente per alzare un altro po’ di vento sul sindaco della Capitale, Virginia Raggi, dopo una settimana imbarazzante per il Movimento 5 Stelle, non è giornalismo. Eppure i grandi giornale – da Repubblica al Corriere, dal Messaggero al Fatto Quotidiano – hanno preso, copiato e incollato. Sarebbe bastato aprire il giornale incriminato, invece, e leggere che l’inciso era preso da un pezzo dal titolo assolutamente di gravissima condanna, quasi da scomunica per la Raggi: “Il maltempo causa una vittima in Puglia e paralizza Roma”. Insomma, la follia. E il passaggio incriminato è il seguente: “Nella capitale, a riprova dello stato di abbandono in cui per certi aspetti versa la città, pochi minuti di pioggia sono bastati per provocare la caduta di numerosi alberi”. Insomma, per alcuni colleghi della stampa è proprio vero: piove, governo ladro. E allora tutti giù a prendersela con la Raggi, a riprendere quelle parole pregnanti – l’ha detto la Chiesaaaa! – e schiaffarle in prima pagina.

Forse sarebbe il caso che qualcuno nelle redazioni riveda il film di un immenso Gian Maria VolontéSbatti il mostro in prima pagina. Gian Carlo Bizanti, il redattore capo interpretato dall’attore italiano, tocca le corde più nascoste e subdole del giornalismo: “Göbbels diceva nei suoi diari che le masse sono molto più primitive di quanto possiamo immaginare. La propaganda quindi dev’essere essenzialmente semplice, basata sulla tecnica della ripetizione, tecnica peraltro modernissima, mandata avanti dalle grandi agenzie pubblicitarie americane. Unique selling proposition – unica proposta di vendita”. Ecco. Anche a costo di modificare la realtà, se occorre.