Sciopero benzinai, Torto (M5S): “Meloni è l’unica colpevole”

Parla la deputata M5S, Daniela Torto: "In tre mesi una raffica di disastri. La colpa dello sciopero dei benzinai è unicamente del Governo".

Arriva il primo sciopero contro il governo. Daniela Torto, capogruppo M5S in commissione Bilancio della Camera, cosa ne pensa?
“Il Governo ha prima commesso un catastrofico errore di politica economica, non confermando il taglio delle accise, poi ha scriteriatamente accusato i benzinai di speculazione, tentando ancora ieri in extremis di convincere le sigle a far rientrare lo sciopero. Purtroppo la colpa dello sciopero è unicamente del Governo, che ha criminalizzato un settore per provare ad annacquare la unica e vera ragione dell’aumento del prezzo della benzina: la mancata conferma dello sconto sulle accise”.

Sciopero benzinai, Torto (M5S): “Meloni è l’unica colpevole”

Di chi sono allora le responsabilità del caro-carburanti?
“Il caro-carburanti corrisponde aritmeticamente alla mancata conferma dello sconto sulle accise. Che sarebbe stato importante non solo per tutti gli automobilisti e gli imprenditori che abitualmente devono usare automobili e altri mezzi di trasporto per lavorare, ma soprattutto per evitare che il conseguente aumento del prezzo della benzina si scarichi definitivamente sul costo dei trasporti e in ultima analisi sul prezzo dei generi alimentari, la maggior parte dei quali viaggia su gomma. Il tutto non farà che aggiungere inflazione a inflazione, per di più a scapito delle fasce più deboli”.

Il governo si è incagliato anche sui balneari.
“Nel Ddl Concorrenza si sono voluti superare anni di storture e di rinvii che hanno reso immobile e in alcuni casi asfittico un comparto decisivo per l’offerta turistica del nostro paese. Si è trovato un punto di caduta basato su un nuovo sistema di gare pubbliche, al fine di coniugare l’interesse dello Stato, quello delle imprese virtuose, e infine quello dei lavoratori. La direttiva Ue, mai recepita in 17 anni, rappresenta una grande opportunità di sviluppo per il Paese, ma purtroppo governo e maggioranza continuano a prendere in giro i titolari delle concessioni”.

Il governo si mette di traverso pure sulla direttiva Ue per le case green.
“I tempi previsti dalla proposta della direttiva sono troppo stringenti per le caratteristiche del patrimonio immobiliare italiano, per la gran parte con basse performance energetiche. Occorre ottenere maggiore flessibilità. Ma non possiamo non condividere l’obiettivo della direttiva, perché case più efficienti dal punto di vista energetico significano risparmi, bollette meno care, case più vivibili e con un valore maggiore. L’Italia, grazie al M5S, ha lo strumento adatto per allinearsi agli obiettivi della direttiva, ovvero il Superbonus, sciaguratamente ridimensionato dal Governo. In più, sempre la direttiva dimostra una volta di più quanto sarebbe importante un Energy recovery fund europeo, proposto un anno fa dal presidente Giuseppe Conte”.

Il governo intende rimettere mano alle norme sui contratti a termine, smontando il vostro decreto Dignità.
“Un’altra follia figlia dell’ideologia di questa Destra. Ho sentito la ministra del Lavoro Calderone dire che è sbagliato considerare la flessibilità come precarietà: un’affermazione smentita dai numeri. Secondo l’ultimo rapporto dell’Inapp, dei nuovi contratti attivati nel 2021, 7 su dieci sono stati a tempo determinato mentre il part time involontario ha coinvolto l’11,3% dei lavoratori contro una media Ocse del 3,2%. E ancora: solo il 35-40% dei lavoratori atipici passa nell’arco di tre anni ad impieghi stabili. L’eliminazione del decreto Dignità produrrà solo più precarietà e nient’altro”.

Fa bene il ministro Guido Crosetto a criticare le politiche della Bce?
“Il ministro ha scoperto l’acqua calda. Vorrei ricordargli che la Bce ha cominciato la stretta monetaria da luglio. Da subito il M5S ha criticato questa mossa, perché secondo noi inefficace nei confronti di un’inflazione europea che riguarda l’offerta e le catene di fornitura. Detto questo la politica monetaria è uno dei tanti temi su cui bisognerebbe davvero tutelare l’interesse nazionale, nel rispetto dell’autonomia della Banca centrale. Così come sono dirimenti temi come la riforma del Patto di stabilità o l’adozione di forme strutturali di debito comune europeo. Ecco, questi sono i temi su cui ci si aspetterebbe da parte del Governo una posizione dura in Europa, mentre finora abbiamo visto un esecutivo che è andato a Bruxelles a fare le trattative per i limiti all’uso del Pos. Assurdo”.

Autonomia, balneari, intercettazioni, benzina. Il governo è in difficoltà.
“Mi chiedo come possa stare in piedi una maggioranza in cui c’è una Lega pro autonomia e un partito come FdI che è ipercentralista; un ministro della Giustizia scettico sull’uso delle intercettazioni, che viene redarguito dal suo presidente del Consiglio; FI contraria al taglio dello sconto sulle accise, FdI ostinatamente favorevole. Una contraddizione continua quotidiana”.

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