Scontro sul voto per la Gregoretti. Assist della Casellati a Salvini. Parola alla Giunta per il regolamento del Senato. Dove il Centrodestra può fare martire il Capitano

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L’ultimo asso nella manica per confermare la data del 20 gennaio in cui la Giunta per le Immunità è chiamata a votare sul processo a Matteo Salvini le opposizioni lo giocano nell’aula di Palazzo Madama. Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia chiedono e ottengono che sia la Giunta per il Regolamento a esprimersi sull’opportunità o meno di far rientrare l’organismo presieduto dall’azzurro Maurizio Gasparri nella sospensione dei lavori del Senato dal 20 al 24, decisa per la campagna elettorale per le Regionali (si vota il 26). Questa mattina la Giunta presieduta dal numero uno del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, si riunirà per risolvere un rebus che sta impegnando, da giorni, in un’estenuante battaglia, a colpi di regolamento, maggioranza e opposizione. Non si escludono colpi di scena, dicono i protagonisti, ma sulla carta hanno più possibilità di spuntarla le opposizioni.

La Giunta per le Immunità è chiamata a pronunciarsi sull’autorizzazione a procedere richiesta dai giudici di Catania nei confronti dell’allora ministro dell’Interno per sequestro di persona dei migranti lasciati dal 27 al 31 luglio scorsi sulla Gregoretti. Certi di un esito non favorevole a Salvini, le opposizioni puntano a conoscere il verdetto prima delle elezioni per offrire l’immagine di un leader leghista martire in un processo politico per aver difeso i confini del proprio Paese. Per evitare strumentalizzazioni politiche la maggioranza auspica un rinvio della data. La Giunta per il Regolamento, ieri, si riunisce e Casellati questa volta non può fare a meno di farsi carico delle richieste della maggioranza: integrare nell’organismo due membri come prevede l’articolo 18 del Regolamento del Senato “al fine di assicurarne una più adeguata rappresentatività”.

In aula tutte le forze di maggioranza avevano replicato alla proposta delle opposizioni facendo notare che Italia Viva, il gruppo per le Autonomie e il Misto non sono rappresentati nella Giunta per il Regolamento chiamata a decidere. E già perché, fino a ieri, era formata da 10 membri: 3 della Lega, 2 di FI, 2 del Pd, 2 del M5S, uno di FdI. Casellati ne prende atto e la Giunta pure. Si decide per l’integrazione di due membri: Loredana De Petris (Misto) e Julia Unterberger (Autonomie). La situazione è ora in equilibrio: 6 per la maggioranza e 6 per le opposizioni. Casellati si chiama fuori (“Io rappresento l’intero Senato”). E ora come la si mette? Secondo il Regolamento in caso di pareggio a prevalere sarà “il no”.

Ecco perché il numero uno dei senatori Pd, Andrea Marcucci, benedice l’integrazione e aggiunge: “Vedremo quale sarà il quesito che la minoranza sottoporrà con l’obiettivo di confermare il voto del 20”. Ovvero “come” verrà formulato e se per la conferma serviranno 6 no o, al contrario, 6 sì. C’è un precedente che avvalora questa prassi, ci ricorda un senatore. Quando la Giunta per il Regolamento fu chiamata a pronunciarsi sull’ammissibilità del voto segreto sullo Spazza-corrotti. Gasparri sostiene che lo stop dei lavori del Senato non riguardi la Giunta per le Immunità e difende la data del 20. La maggioranza non è d’accordo. Oggi si vedrà chi la spunterà.