Scuola, i ministri della Lega non votano il nuovo decreto anti-Covid. “Da Speranza inaccettabile discriminazione tra studenti vaccinati e non vaccinati”

Scuola, i ministri della Lega non votano il nuovo decreto anti-Covid
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Il Consiglio dei Ministri in serata ha dato il via libera al nuovo decreto legge sulle regole anti Covid per la scuola e l’estensione del Green Pass (leggi l’articolo). Secondo quanto si apprende, i ministri della Lega non hanno partecipato al voto del decreto.

“Condivido la decisione dei ministri della Lega di disertare il voto – ha detto il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso – che sancisce una inaccettabile discriminazione tra studenti vaccinati e non vaccinati in merito ai protocolli su quarantene e didattica a distanza. La soluzione proposta dal ministro Speranza rappresenta una grave mancanza di rispetto nei confronti della scuola, luogo per eccellenza di accoglienza e inclusione. Negare un diritto a qualcuno non rafforza di certo i diritti degli altri”.

“Le famiglie – ha aggiunto l’esponente della Lega parlando delle nuove misure sulla scuola varate dal governo – chiedevano giustamente una rimodulazione dei parametri alla luce dell’evoluzione della pandemia e per alleggerire un carico già gravoso, ma si è scelto di percorrere una strada sbagliata. Basti pensare che nella fascia di età tra 5 e 11 anni risulta immunizzato appena un terzo degli alunni, visto che la campagna vaccinale è partita da poco tempo. Ciò significa tagliare fuori dalla comunità scolastica la stragrande maggioranza delle bambine e dei bambini, per decisioni, va sottolineato, che non dipendono da loro ma dalle famiglie da cui provengono. La gravità di questo provvedimento è di tutta evidenza”.

“Alla luce dell’andamento della pandemia – ha detto, invece, il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro -, il Governo ha giustamente semplificato le procedure nelle scuole e non ha discriminato nessuno. La Lega deve decidere se inseguire ogni giorno la Meloni sul terreno della critica alla linea della prudenza oppure comportarsi da forza di governo responsabile. Decidere restrizioni differenti tra vaccinati e non vaccinati non è governare sulla base di pregiudizi, ma il suo esatto contrario, perché i dati scientifici e non altro consigliano, nell’interesse primario della salute, di avere regole e comportamenti differenti tra vaccinati e non”.