Se c’è strage c’è l’Isis. I jihadisti rivendicano la caduta dell’Airbus russo con 224 persone a bordo. E Mosca preferisce ammettere che i propri aerei sono insicuri piuttosto che darla vinta ai miliziani

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di SERGIO PATTI. Se c’è strage c’è l’Isis. Il sedicente Stato islamico ormai in guerra col mondo mette la firma sulla tragedia di un volo civile russo, caduto sul Sinai facendo 224 morti.

L’aereo, un Airbus-321 partito da Sharm el-Sheikh e diretto a San Pietroburgo, secondo una rivendicazione dell’Isis sarebbe stato abbattuto dai miliziani islamici. Versione respinta dalle autorità russe, secondo cui invece il velivolo sarebbe precipitato per un guasto meccanico.

Fonti egiziane mettono persino in dubbio l’autenticità della rivendicazione. L’altezza a cui volava l’Airbus rende peraltro improbabile che possa essere stato colpito dai missili terra-aria oggi in possesso dei jihadisti.

AEREI RUSSI INSICURI

La tragedia resta comunque avvolta nel mistero. L’aereo di proprietà della piccola compagnia siberiana Kogalymavia, aveva fatto perdere le tracce 23 minuti dopo il decollo, avvenuto alle 6.51 ora di Mosca da Sharm. I passeggeri, tra cui 17 bambini, erano prevalentemente turisti.

In volo deve essere successo però qualcosa, visto che l’equipaggio avrebbe chiesto l’autorizzazione a un atterraggio di emergenza. Troppo distanti però gli aeroporti e troppo grave il problema a bordo, visto che l’Airbus è scomparso dai radar prima di contattare la torre di controllo di Larnaca (Cipro) come previsto.

Secondo l’ambasciata russa in Egitto, tutti i 217 passeggeri e i 7 membri dell’equipaggio sono russi. Nel Paese è stato dichiarato il lutto nazionale. Un’ondata di dolore sulla quale l’Isis ormai bombardata giornalmente anche dall’aviazione russa, ha messo il cappello anche con un video trasmesso sui soliti circuiti dell’orrore.

Air France e Lufthansa hanno annunciato che eviteranno la rotta sulla quale volava l’aereo russo.

 

 

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