Se i grillini si scoprono squadristi su Facebook

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di Francesco Nardi

Internet ha regalato a Grillo enormi soddisfazioni, e si deve ammettere che il mattatore genovese è stato in grado di farne uso con grande profitto.
Tuttavia, gestire il rapporto con il popolo che gli è cresciuto intorno non è assolutamente facile e non solo per l’ormai noto problema della contenzione delle critiche, ma a quanto pare anche per i dànni che i troppo entusiasti possono combinare. Il movimento di Grillo si giova infatti della più performante militanza che si possa immaginare.

E’ la somma che fa il totale

Il principio che ordina il loro universo dice che uno vale uno, ma sono tantissimi ed è la somma che fa il totale.
Armati dei loro computer e delle loro connessioni, i militanti a cinque stelle garantiscono una copertura capillare dei contenuti disseminati sul web: Facebook, Twitter, blog e testate online, non c’è luogo dove ci si possa imbattere in una critica al M5S senza notare la puntualità con la quale accorre un militante pentastellato a ribattere puntigliosamente e citando il vangelo diffuso dal sito del comico genovese.
Un fenomeno che non riguarda minimamente alcun altro movimento politico, anche molto rappresentativo, per i quali è evidente – a prescindere dal consenso elettorale che ottengono – il disinteresse generale manifestato dalla base. Certo, anche per Pd e Pdl i militanti si spendono in difesa dei loro rappresentanti, ma in misura che non si può paragonare a quanto fanno – e con che perizia! – i sostenitori di Grillo.

Grillini più realisti del re

Ma come dicevamo, questo grande supporto digitale non sempre rende buoni servizi al M5S e capita non di rado che qualche grillino troppo zelante ecceda nel puntellare le critiche in cui si imbatte. Fenomeno che si derubrica alla pratica del trolling, quando si tratta di casi isolati, ma che assume rilevanza ed effetti ben diversi quando nel reagire ad un argomento sgradito convergono in centinia o migliaia. Su Facebook ad esempio sono molti i casi di pagine o profili che si sono trovati bloccati per aver “trattato male” il comico genovese o il guru Casaleggio. Il sistema è quello della segnalazione di massa di un contenuto sgradito, indicandolo agli amministratori del social network come “malevolo” ovvero contrario alle policy di comportamento ammesso.

Le pagine bloccate su Facebook

L’ultimo a raccontare di aver subìto tale spiacevole trattamento è il curatore anonimo del seguito sito di indiscrezioni ilportaborse.com, che si è visto bloccare l’omonima pagina Facebook proprio dopo aver pubblicato articoli che non avevano entusiasmato i sostenitori di Grillo. Gli amministratori di Facebook non hanno colpa, perché di fronte a un elevato numero di segnalazioni non possono far altro che bloccare la pagina dell’incolpevole “attenzionato” per poi approfondire il caso. Si tratta di una vera e propria censura, messa in atto con una nuova forma di “violenza” che certamente non è ispirata né commissionata da Grillo. Piuttosto si deve intendere come l’azione più o meno casuale di gruppi di sostenitori che magari neanche immaginano di perseguire il medesimo obiettivo in contemporanea.
Quale che sia comunque la causa di queste “coincidenze”, è chiaro che la rete è il nuovo fronte sul quale si combatte. Un fronte ricco di insidie, anche per i veterani.

@coconardi