Se la scuola mette confini all’arte. Il caso dell’istituto che vieta agli alunni di visitare la mostra “Bellezza divina” e la cecità di chi vede il mondo a compartimenti stagni

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di Stefano Sansonetti L’Italia dei tesori artistici che mette barriere alla fruizione dell’arte. Non c’è che dire, ci mancava solo questa. Tanto più se si considera che l’assurda iniziativa viene dalla scuola, il cui vero obiettivo dovrebbe essere quello di favorire l’apertura mentale dei ragazzi. Ma tant’è. La scuola elementare Matteotti di Firenze ha inibito agli alunni delle terze elementari la visita della mostra “Bellezza divina”, in corso a palazzo Strozzi. Nell’esposizione, che vuole riflettere sul rapporto tra arte e sacro, ci sono opere come la Pietà di Van Gogh, la Crocifissione di Guttuso e l’Angelus di Millet. Il consiglio di istituto ha bloccato la visita “per venire incontro alla sensibilità delle famiglie non cattoliche visto il tema religioso della mostra”. Motivazione delirante, che se estesa come principio comporterebbe il divieto per i ragazzi di visitare i tesori di tutte le chiese italiane messe insieme. Nella mostra, peraltro, è esposta la Crocifissione bianca di Marc Chagall, che in un libro intervista Papa Francesco ha eletto come sua opera preferita. Per inciso Chagall era ebreo, e di certo Bergoglio non ha chiesto di conoscere la fede dell’artista prima di apprezzarne l’opera.