Se sono le toghe

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di Gaetano Pedullà

Contrordine compagni! Il bonus fiscale da 80 euro non sarà esteso alle famiglie. Tanti ci avevano sperato, anche perché il giorno dopo il primo diktat europeo sui conti pubblici dell’era Renzi, allargare la platea dei soggetti beneficiati rimandava al mittente le miopi politiche di rigore imposte da Bruxelles. Ovviamente com’è finita? La restituzione fiscale è stata cancellata. La Merkel sarà contenta. Il 46% di giovani italiani senza lavoro molto meno. Come fare allora a cambiare pagina? Due diverse strade ieri ci sono state proposte dalla magistratura. Da una parte la Corte dei conti, che ha definito la restituzione degli 80 euro decisa dal Governo “un surrogato”, in quanto siamo il Paese più tartassato in Europa. Ora, d’accordo che l’ottimo è nemico del bene, ma mentre aspettiamo che le tasse scendano copiosamente (buonanotte!) bocciare quel che arriva perché “troppo poco” sa tanto di attacco gratuito. C’entra niente che l’Esecutivo vuole tagliare gli stipendi ai signori giudici? La seconda strada per cambiare verso all’Italia ce l’ha indicata la Procura – ancora una magistratura – di Venezia, con la retata sul Mose. Un’altra inchiesta a pochi giorni dall’arresto di Dell’Utri, delle tangenti all’Expo, delle manette per Scajola, Romano (il Presidente del Consiglio regionale della Campania), i finanzieri milanesi Magnoni, il banchiere Berneschi, l’ex ministro Clini, e ancora due avvisi di garanzia al banchiere Bazoli e le indagini su Unipol e Sai. Ben venga il carcere per gli zozzoni, ma tutti questi casi tutti insieme non sanno di strano? Non è che qualche Procura vuole azzerare di nuovo la politica? Nel ‘93 ci riuscirono. Abbiamo visto con che risultati.