Segnali di decrescita ma ancora nessun picco. Nella Fase 2 per l’Iss sarà importante tracciare e isolare i contatti. Possibili nuove zone rosse

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Non c’è nessun picco nella curva dell’epidemia. Quello che abbiamo visto finora, pur in presenza di una significati decrescita di contagi, ricoveri e decessi, è stato “un picco artificioso”, generato dal lockdown. E’ quanto ha detto l’epidemiologo, Giovanni Rezza, dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), nel corso della conferenza stampa organizzata dallo stesso Iss. Nella Fase 2, secondo Rezza, sarà importante rafforzare soprattutto il controllo del territorio con l’identificazione rapida dei focolai, test, rintraccio e isolamento dei contatti e azioni di contenimento ed eventuale creazione di zone rosse.

“Le azioni devono essere caute, misurare, devono valutare l’impatto – ha spiegato, invece, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro -, dentro questa filosofia bisogna andare a identificare i fattori di rischio. Le regole generali sono il distanziamento sociale, i sistemi di protezione, bisogna evitare i sistemi che facilitino l’aggregazione delle persone. Dobbiamo ripensare la nostra organizzazione e abitudini di vita, dei trasporti, del lavoro, nelle attività quotidiane”.

“E’ un lavoro che si sta facendo – ha aggiunto il numero uno dell’Iss – ci sono delle commissioni che stanno lavorando, ci sono delle evidenze che si stanno acquisendo, credo che nelle prossime settimane sarà un passaggio di fondamentale importanza”.  In vista della Fase 2, ha detto ancora Brusaferro, l’Istituto Superiore di Sanità è “quotidianamente impegnato, diamo tutto il supporto con dati e pareri, contribuendo con una macchina di 2.400 persone e del personale dalle regioni, in un lavoro sinergico”.

“Tracciare i contatti – ha ribadito anche il presidente dell’Iss – è il punto chiave e questo già avviene, la App riduce i tempi nel farlo, è uno strumento che velocizza. Per quanto riguarda il tema della volontarietà noi non entriamo, dobbiamo affidarci ai giuristi e costruire dei sistemi che siano compatibili con il nostro sistema giuridico e di libertà. La sfida è fare in modo di tracciare le persone”.

“Mi pare presto per poter rispondere” ha aggiunto Brusaferro a proposito delle vacanze estive. “Cominciamo questo percorso – ha aggiunto -, facciamo un passo alla volta e muoviamoci con cautela e poi, un po’ alla volta, cercheremo di capire. Pensiamoci ma facciamo un passo alla volta”. Il virus Covid-19, ha spiegato il numero uno dell’Istituto Superiore di Sanità “ci accompagnerà fino a quando non avremo un vaccino che sarà disponibile per milioni di dosi il tema è come convivere in modo tale che la circolazione non determini dei punti di crisi”.

“Le zone rosse sembrano un discorso antico – ha spiegato Rezza -, l’unica zona rossa è stata Codogno e sembrava aver funzionato, il punto è che probabilmente in una fase 2 dovremo mantenere delle misure di distanziamento sociale e il virus si spera circolerà meno rapidamente. In questa fase sarà importante rafforzare l’identificazione rapida dei focolai. Questa delle zone rosse probabilmente tornerà ad essere una delle misure importanti in una fase dove non ci sarà il lockdown del Paese”.

“C’è un trend in decrescita del numero dei casi – ha confermato Rezza -, questo vuol dire che l’epidemia sta per scomparire e raggiungeremo casi zero entro metà maggio? No. Probabilmente il virus continuerà a circolare anche se a più bassa intensità. Noi abbiamo accumulato una massa di persone infette piuttosto ampia. Nessun picco è stato raggiunto, c’è stato un intervento di lockdown completo che ha abbattuto i contagi, questo vuol dire che la popolazione appare ampiamente suscettibile e ciò che è accaduto due mesi fa potrebbe riaccadere se non stiamo attenti”.