Segretario FdI a Lodi e militante di Lealtà e azione. Lamparelli non ha mai preso le distanze dal gruppo estremista e si è dimesso dal partito della Meloni solo ieri

Lamparelli Meloni
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Grande sostenitore di Lealtà e azione e allo stesso tempo con un importante ruolo in Fratelli d’Italia: segretario cittadino a Lodi da ormai due anni. È questo il profilo di Omar Lamparelli (nella foto con la Meloni), 31 anni di professione commerciante, che non ha mai preso le distanze dall’associazione culturale di estrema destra, molto radicata in Lombardia. Tra fotografie con la maglia del gruppo estremista, Lealtà e azione appunto, e citazioni di Ezra Pound, il profilo è chiaro. Addirittura, appena pochi giorni fa, Lamparelli ha fatto da megafono alle parole dell’associazione per attaccare l’inchiesta di Fanpage (leggi l’articolo).

Eppure per il partito guidato da Giorgia Meloni non rappresenta affatto un problema: Lamparelli risulta in carica (FdI afferma che si sia dimesso ieri, leggi sotto ndr) dopo la nomina arrivata nel 2019. Ma, ovviamente, era già iscritto in precedenza. E dire che Meloni, solo pochi giorni fa, sosteneva: “Immaginare che Fratelli d’Italia possa essere influenzato o peggio manovrato da gruppi di estrema destra è ridicolo e falso”. Niente nostalgici, né profili legati a certe organizzazioni. Per questo la leader prometteva solennemente: “Li cacceremo”.

FELICI E CONTENTI. Sarà. Intanto sui social un selfie che ritrae i due insieme, felici e sorridenti. Il salto di qualità nella carriera politica di Lamparelli è arrivato dopo che il precedente segretario di Lodi, Stefano Buzzi, è stato promosso come vice segretario provinciale. Ma il neo-segretario cittadino di Lodi non ha pensato di prendere le distanze dal gruppo di provenienza. Ad aprile si è fatto immortalare con la maglia di Lealtà e azione insieme ad altre tre persone per una commemorazione di Sergio Ramelli, lo studente del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975 da un gruppo di Avanguardia operaia. Così si passa da un’immagine con i militanti di estrema destra ad altre in cui stringe tra le mani il libro Io sono Giorgia scritto dalla presidente di Fratelli d’Italia.

Lamparelli ha confermato di recente, meno di una settimana fa, tutta la sua vicinanza a Lealtà e azione, rilanciando in maniera integrale un comunicato stampa dell’associazione in cui l’inchiesta di Fanpage sulla lobby nera è stata definita “spazzatura spacciata per informazione”. La militanza di Lamparelli ha comunque radici pluriennali: già nel 2015 si presentava come un militante di Lealtà e azione alla presentazione del libro, dal titolo molto evocativo, Io fascista ricercato di Gabriele Adinolfi, giornalista e tra i fondatori negli anni Settanta del movimento Terza posizione. Con lui c’era Gianmario Invernizzi, che successivamente è diventato segretario provinciale di FdI.

CHE PUZZA GLI ANTIFASCISTI. L’abitudine di confrontarsi con esponenti dell’estrema destra persiste negli anni. Nel settembre del 2020 ha promosso la Festa sovranista a Lodi, a cui hanno presenziato vari giornalisti e politici. A un incontro, ribattezzato “L’ideologia del politicamente corretto”, erano presenti tra gli altri Francesco Polacchi, fondatore della casa editrice Altaforte (che suscitò le proteste degli altri editori al Salone del libro di Torino nel 2019) vicina a Casapound, e Riccardo Colato, responsabile politico di Lealtà e Azione. E del resto che Lamparelli non sia animato da uno spirito antifascista emerge chiaramente: in un meme satirico pubblicato, si dice che “gli antifascisti puzzano”.

“Fratelli d’Italia, come più volte ribadito, non accetta ambiguità fra le sue fila e a Lodi ha imposto nei giorni scorsi l’incompatibilità a Omar Lamparelli che si è dimesso ieri dal ruolo che ricopriva” ha annunciato oggi alle agenzie il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli.