Rapporto Eurispes, italiani sempre più poveri e sfiduciati. Un italiano su due non arriva alla fine del mese

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Sempre più poveri, euroscettici e sfiduciati per il futuro. Questo è il quadro disarmante degli italiani che emerge dall’ultimo Rapporto Eurispes riferito all’anno che si è appena concluso. Un racconto che mostra un mal d’Italia ancora grave e fortemente diffuso, effetto di una crisi economica e finanziaria che morde ormai da molti anni. Lo Stivale purtroppo continua a essere zavorrato e il tanto atteso decollo dell’economia e degli occupati sbatte contro un muro di scetticismo. I dati risultano, quindi, sconcertanti.

SEMPRE PIÙ POVERI
Nell’ultimo anno sette italiani su 10 hanno visto diminuire la capacità di affrontare le spese con le proprie entrate. L’erosione del potere d’acquisto non colpisce solo gli acquisti un tempo definiti voluttuari come le cene al ristorante o la palestra, ma sono in calo anche le spese tramite e-commerce e negozi dell’usato. In crescita, il ricorso agli outlet o ai discount (84,5 per cento contro il 75,3 per cento del 2014) e vengono rinviati persino gli acquisti ai saldi: si guardano le vetrine, ma non si compra. O, nella maggior parte dei casi, si risparmia. Le statistiche, infatti, dicono che gli italiani hanno la quota più alta di risparmio in Europa. Ma non sarà per molto, se si andrà avanti di questo passo: le condizioni economiche sono peggiorate per tre famiglie su quattro (76 per cento). Soprattutto a causa di questo, un italiano su quattro (il 39,5 per cento) ritiene che nascere in Italia in questo momento sia una vera sfortuna. Ancora di più sono coloro i quali vorrebbero trasferirsi all’estero (il 45,4 per cento) se solo ne avessero l’occasione. In testa ci sono gli studenti, quasi il 65 per cento. Anche la maggioranza di coloro che sono in cerca di una nuova occupazione (59,8 per cento) e la gran parte di chi è alla ricerca del primo impiego (52,7 per cento) si dicono pronti a cercare un lavoro all’estero. Insomma, gli italiani risultano essere sempre più in difficoltà. Per sopportare i problemi della vita ci vorrebbe una bussola, un’entità superiore, una guida spirituale. Gli italiani sembrano averla trovata in Papa Francesco. Secondo Eurispes, il consenso del pontefice argentino è all’89,6 per cento. Il che si riflette sulla Chiesa Cattolica, verso la quale la fiducia è salita al 62,6 per cento (in crescita del 13,6 per cento). Allo stesso tempo, non è detto che gli italiani seguano i dettami della Chiesa in tutto e per tutto: il 64,4 per cento è favorevole a riconoscere parità di diritti alle coppie di fatto ma i favorevoli ai matrimoni gay sono in minoranza (40,8 per cento) e sono in diminuzione: un anno fa erano il 49,8 per cento.

I PUNTI FERMI
Infine, la fiducia nelle istituzioni diminuisce da parte degli italiani che però continuano a ritenere un punto fermo le Forze dell’Ordine e quelle Armate. Anche Guardia di Finanza e Polizia di Stato tornano a segnare un andamento positivo, ma la prima supera la seconda con il 66,8% del gradimento contro il 63%.

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