Sessantamila vaccinati in 24 ore. Vicino l’obiettivo del Governo. Si punta a somministrare 65mila dosi al giorno. Verso l’autorizzazione anche il siero italiano ReiThera

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Sembra iniziare con il piede giusto il 2021. L’Italia ha superato quota 250 mila persone vaccinate con la prima dose del farmaco anti-Covid realizzato da Pfizer-BioNTech. Solo nella giornata di lunedì 4 gennaio sono state somministrate oltre 60 mila dosi, vicini all’obiettivo di 65 mila vaccinazioni ogni 24 ore. “Un dato record nell’ambito dell’Unione europea“, sottolineano da Palazzo Chigi. Ma non solo. Dopo l’avvio delle vaccinazioni arriva un’altra buona notizia. Il vaccino italiano di ReiThera è “sicuro” e il 92,5 per cento delle persone a cui è stato somministrato nella fase 1 ha sviluppato anticorpi dopo una sola dose.

Sono questi i risultati presentati all’Istituto Spallanzani al termine della prima parte del trial del vaccino sviluppato dall’azienda di Pomezia. Che ha fornito, ha sottolineato il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli, risultati “più che promettenti” e “ora ci sarà l’ulteriore sviluppo nella fase II e fase III”. Un momento in cui l’azienda avrà il sostegno del governo, ha assicurato il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri. “Il protocollo di Fase 2, già pronto, lo sottometteremo alle agenzie regolatorie in tempi brevi. L’ipotesi poi è di chiudere la Fase 3 entro l’estate”, ha annunciato il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani, Giuseppe Ippolito.

L’azienda punta, infatti, a presentare la domanda di registrazione del vaccino all’inizio dell’estate. Il siero, ha assicurato a presidente di Reithera, Antonella Folgori, “è stabile ad una temperatura tra 2 e 8 gradi” e “induce anticorpi e dai dati preliminari protegge dall’infezione ed è ben tollerato”. Gli studi “ci hanno consegnato la sperimentazione clinica e serviranno a consolidare i dati della sicurezza”, ha affermato Folgori. “Abbiamo arruolato 100 persone e 45 sono state vaccinate con dosi diverse e tutti sono arrivati alla fine per la valutazione di sicurezza: il vaccino non ha avuto alcun avvento avverso grave nei primi 28 giorni dalla vaccinazioni, un risultato migliore rispetto a Moderna e Pfizer che hanno avuto effetti indesiderati”, ha spiegato il direttore scientifico dello Spallanzani Ippolito.

Il picco di produzione di anticorpi “a 4 settimane resta costante ed il vaccino è ad una sola dose”. I risultati sono “incoraggianti” per il ministro della Salute, Roberto Speranza: “Se si confermeranno i dati ottenuti finora avremo nei prossimi mesi un vaccino efficace e sicuro con una sola dose invece che con due dosi. Sarà prodotto interamente nel nostro Paese. È importante continuare ad investire sulla ricerca italiana e sulle sue eccellenze scientifiche”. Il commissario Arcuri ha parlato di una giornata “molto importante” e ha ringraziato il governatore del Lazio Nicola Zingaretti “che mi parlò di questa opportunità”.

Nell’emergenza dettata dalla pandemia “dobbiamo cercare di dipendere il meno possibile degli altri e produrre in maniera propria – ha continuato il commissario – In queste settimane dipendiamo completamente da vaccini stranieri e combattiamo per avere il maggior numero possibile di vaccini”. La sperimentazione è stata finanziata dalla Regione Lazio, dal ministero dell’Università e della Ricerca ed dal Centro nazionale per le ricerche (Cnr). Attualmente l’Italia riceve ogni settimana circa 470 mila dosi del farmaco Pfizer-BioNTech: dopo le prime 9.750, altre 469.950 sono state consegnate fra il 30 dicembre e il primo gennaio. In attesa del nuovo carico, ad oggi ne sono state somministrate oltre 180 mila, pari a circa il 38 per cento di quelle a disposizione.

Nel confronto con gli altri Paesi dell’Unione europea, dove la campagna di vaccinazione è cominciata nello stesso giorno, il 27 dicembre, l’Italia resta al secondo posto per dosi somministrate, dietro solamente alla Germania. Ma freniamo l’entusiasmo. I dati giornalieri sui nuovi affetti da coronavirus non sono ancora rassicuranti. Nelle ultime 24 ore sono state registrate, infatti, 15.378 nuovi casi a fronte di oltre 135 mila tamponi effettuati. Le vittime sono il doppio del giorno precedente, 649. Continua la pressione sugli ospedali. Si registra, infatti, un aumento di contagiati con sintomi ricoverati (+78) in area medica, mentre sono sostanzialmente stabili i dati delle terapie intensive, con un saldo di -10 posti letto occupati a fronte di 202 persone in ingresso. C’è da aggiungere, poi, che, secondo gli esperti, le conseguenze delle misure attuate nel periodo natalizio non saranno visibili prima di due settimane.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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