Sex&White House. Il duello Hillary-Trump sui colpi bassi, tra disprezzo delle donne e accuse di molestie sessuali a Bill Clinton

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Le aspettative erano basse, perché si immaginava un duello fatto di insulti e scontri personali. E il duello di Saint Louis tra i candidati presidenti degli Stati Uniti, Hillary Clinton e Donald Trump, non ha smentito le attese: il candidato repubblicano ha replicato, ricordando le donne che hanno subito molestie sessuali dall’ex presidente Bill Clinton, quando Hillary era  First Lady.

La candidata democratica ha comunque rilanciato in diretta tv le accuse all’avversario: “Quelle parole sulle donne (quando sei una star ti fanno fare tutto, devi prenderle per la …, ndr) rappresentano esattamente chi è lui. Perché non si tratta solo delle donne: ha insultato tutti in questa campagna, neri, islamici, ispanici. Non è degno di fare il presidente”. The Donald si è limitato a ribadire la posizione già espressa: “Erano chiacchiere da spogliatoio”. Ma il confronto non è uscito dalla stanza da letto, tanto che il sito specializzato di politica The Politico ha etichettato il dibattito come il “peggiore di sempre”. E, sebbene questa espressione sia abusata, nel caso specifico risponde a verità. Trump, per fare il duro, ha minacciato la candidata dei democratici: “Se vinco nominerò un procuratore speciale per incriminarti e mandarti in carcere”. “Per fortuna il sistema giudiziario negli Stati Uniti non è nelle mani di uomini come Trump”, ha osservato Hillary Clinton.

Sui contenuti c’è stato poco di interessante. Trump ha promesso un’America senza l’Environmental Protection Agency, l’agenzia per la difesa dell’ambiente, mentre la Clinton ha promesso un Paese trainante nel “settore green economy”. Un altro scivolone per il miliardario repubblicano è arrivato in politica estera: sulla Siria ha ammesso di non essere d’accordo con il suo vice Mike Pence. “Assad, la Russia e l’Iran sono gli unici che combattono l’Isis. Sarebbe utile andare d’accordo con loro e farlo insieme”, ha detto Trump. Il contrario del suo numero due, che però sembra sempre più distante dalle posizioni del candidato ufficiale. Così alla fine la Clinton, secondo sondaggi e analisti, si è aggiudicato il confronto.

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di Gaetano Pedullà

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