Sì al rientro degli italiani da Londra. Il blitz di Di Maio archivia il caso. Via libera al rimpatrio dei nostri connazionali. Ma chi farà ritorno dovrà sottoporsi a quarantena

LUIGI DI MAIO
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Proprio mentre le opposizioni annunciano contestazioni per la crisi degli italiani rimasti bloccati nel Regno Unito, il governo non si perde in chiacchiere e risolve la pratica una volta per tutte. Dopo un vertice alla Farnesina invocato dal ministro Luigi Di Maio, l’esecutivo giallorosso ha messo a punto un piano con voli speciali per il rientro dei connazionali dalla Gran Bretagna in cui, a causa delle diffusione di una variante del coronavirus, da diversi giorni è stato decretato lo stop ai collegamenti. Stando a quanto trapela potranno fare rientro solo i cittadini che sono residenti in Italia o coloro che sono in condizioni di criticità e urgenza.

Per non lasciare nulla al caso, inoltre, è già stato deciso che “le misure per il rientro saranno ancora più strette” tanto che gli interessati dovranno sottoporsi “al tampone prima e dopo essere partiti” e che “comunque sarà obbligatorio fare la quarantena di 14 giorni una volta atterrati in Italia”. In questo modo potranno finalmente tornare a casa gli oltre 200 connazionali che da domenica si trovano bloccati a Londra dopo l’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza che fino al 6 gennaio blocca i collegamenti tra Italia e Regno Unito.

TUTTI D’ACCORDO. Insomma è stata archiviata la vicenda tanto che perfino da Italia Viva, spesso a dir poco critica nei confronti del governo di cui fa parte, la misura è stata giudicata più che favorevolmente. “Da applaudire e assolutamente di buon senso il piano messo a punto dal governo con voli speciali da organizzare a breve per il rientro dei connazionali dalla Gran Bretagna, dopo lo stop ai voli deciso a causa della variante inglese del Covid-19” ha spiegato Massimo Ungaro, deputato di Italia Viva.

“Lo chiedevo sin dalle prime ore della nuova crisi sanitaria con la mutazione del coronavirus. Grato alla Farnesina e in particolare al sottosegretario Scalfarotto per il costante e duro lavoro di questi giorni. Sono migliaia gli italiani bloccati in Gran Bretagna” e ora, prosegue il renziano, “potranno tornare in Italia”. Può sembrare un risultato scontato ma l’Italia non è l’unico Paese europeo che, per via dei recenti blocchi, ha incontrato questo tipo di difficoltà. Molti altri Stati dell’Ue, infatti, devono ancora riuscire a riportare a casa i propri connazionali tanto che ieri, quasi in contemporanea con l’annuncio della Farnesina, la Commissione Ue ha fatto sapere che “sebbene sia importante adottare misure precauzionali temporanee rapide per limitare l’ulteriore diffusione del nuovo ceppo del virus, dovrebbero essere agevolati i viaggi essenziali e il transito dei passeggeri”.

In particolare Didier Reynders, il commissario per la Giustizia Ue, ha osservato che “date le attuali incertezze gli Stati membri dovrebbero intraprendere azioni coordinate per scoraggiare viaggi non essenziali tra il Regno Unito e l’Unione europea” ma “allo stesso tempo, i divieti generali di viaggio non dovrebbero impedire a migliaia di cittadini dell’Ue e del Regno Unito di tornare alle loro case”.

LA MANO TESA. Saputa la notizia del piano di rientro italiano, Alitalia si è subito resa disponibile ad andare a prendere gli italiani ancora bloccati in Gran Bretagna come ha già fatto a marzo scorso quando volò in Paesi anche più lontani per riportare a casa i nostri connazionali. Lo fa sapere la compagnia di bandiera che si è detta pronta e dice di attendere solo indicazioni da parte del Governo o dal Ministero degli Affari Esteri per attivarsi e mettere fine a questa odissea.