Siamo invasi dalle varianti. Arriva pure quella nigeriana. Si teme per l’efficacia dei vaccini sulle mutazioni. Ma intanto Bruxelles ordina altri 500 milioni di dosi

Ursula von der Leyen
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Ancora cattive notizie dal fronte delle varianti del virus Sars Cov 2. Sì, perché la variante “nigeriana” è arrivata in Italia, in Campania per l’esattezza. “Di questa variante al momento non si conoscono il potere di infezione, né altre sue caratteristiche come accade per molte varianti rare del virus. Finora ne sono stati individuati soltanto 32 casi in Gran Bretagna, e pochi casi anche in Nigeria, Danimarca e Stati Uniti. Mai finora in Italia”, si legge in una nota della Regione. A portare la nuova mutazione sul nostro territorio sarebbe stato un professionista di ritorno da un viaggio in Africa che è stato sottoposto a tampone al rientro.

“La sequenza del campione giunta a noi dal Policlinico Federiciano – spiega Nicola Normanno, ricercatore dell’Istituto dei tumori di Napoli – ci ha insospettiti perché non presentava analogie con altri campioni provenienti dalla nostra regione. Dopo un confronto con il gruppo del Reparto Zoonosi Emergenti dell’Istituto Superiore di Sanità abbiamo avuto la conferma che si tratta di una variante descritta finora in un centinaio di casi in alcuni paesi europei ed africani, ma anche negli Stati Uniti. Abbiamo immediatamente depositato la sequenza nel database internazionale ed avvertito le autorità sanitarie”.

Dunque scattate immediatamente le procedure di sicurezza. Ma non c’è da star tranquilli. Perché, come hanno più volte spiegato gli esperti, queste mutazioni mettono a rischio l’efficacia dei vaccini. Proprio dell’unica – al momento – soluzione per sconfiggere la pandemia non vuole restare sguarnita l’Unione europea che ha annunciato l’acquisto di ulteriori 150 milioni di dosi per il 2021 e un’opzione per altrettante nel 2022. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato che l’Europa sta già programmando l’acquisto del vaccino prodotto da Moderna per i prossimi due anni. Queste 300 milioni di dosi in più si aggiungono alle 160 milioni già acquistate dall’anno scorso. C’è poi anche l’annuncio di un ulteriore accordo di Pfizer-Biontech con Bruxelles che porterà alla disponibilità dell’Unione altre 200 milioni di dosi del loro vaccino anti-Covid.

La casa farmaceutica newyorkese ha fatto sapere che l’accordo si aggiunge all’intesa precedente per 300 milioni di dosi e che la Commissione europea ha un’opzione per richiederne altre 100 milioni: “Si prevede che ulteriori 200 milioni di dosi saranno consegnate nel 2021, con una stima di 75 milioni da fornire nel secondo trimestre. Il numero totale di dosi da consegnare agli Stati membri dell’Ue entro la fine del 2021 è ora di 500 milioni, con il potenziale per aumentare a 600 milioni in base all’opzione”, si legge in una nota congiunta con BioNTech, dopo mesi di polemiche accese riguardanti i contratti stipulati con l’Ue e i ritardi nelle forniture legati a problemi di produzione.

“Stiamo lavorando incessantemente per supportare l’ulteriore lancio di campagne di vaccinazione in Europa e nel mondo espandendo la capacità di produzione – ha affermato Albert Bourla, presidente e amministratore delegato di Pfizer – Con questo nuovo accordo con la Commissione europea prevediamo di fornire dosi sufficienti per vaccinare almeno 250 milioni di europei entro la fine dell’anno. Durante la pandemia, i nostri contratti sono con i governi e forniremo i vaccini secondo il canale da loro prescelto. Pfizer e BioNTech non stanno fornendo il loro vaccino al mercato privato in questo momento”.

Operazione in linea con la grave crisi sanitaria che il mondo sta affrontando. “Dobbiamo accelerare le vaccinazioni, i casi di varianti Covid aumentano e ne emergono di nuove. I vaccini approvati in Ue sembrano efficaci contro le varianti, ma le varianti sono più contagiose e quindi favoriscono l’insorgere di altre”. Parole di Ursula von der Leyen. Di conseguenza secondo la commissaria alla Salute, Stella Kyriakides, l’Ue dovrà “valutare se sarà necessario aggiornare gli accordi esistenti” sui vaccini “o concluderne di nuovi” per rispondere alla diffusione delle varianti del virus. “Le società che hanno già sviluppato vaccini stanno monitorando l’efficacia contro le nuovi varianti”, ha detto sottolineando che, anche nel caso in cui si rendano necessari nuovi contratti, “il pre-requisito sarà di consentire alle aziende di produrre in Ue, ma dovranno anche fornire calendari dettagliati” per la fornitura.

Da Moderna assicurano che “la Commissione europea sta dialogando su come prepararci al 2022, anche per far fronte a potenziali varianti” ha detto Stéphane Bancel, Ceo di Moderna. Kyriakides aggiunge anche che “siamo pronti a fare un passo in avanti e a proporre un’autorizzazione d’emergenza” per i vaccini “in Ue con una responsabilità condivisa tra di noi se i leader Ue saranno d’accordo a seguire questa direzione”.

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