Sigarette elettroniche. La riscossa passa da Milano. Milioni di vapers lasciano il fumo tradizionale. Il sindaco Sala però li sta penalizzando

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L’industria delle sigarette elettroniche risponde al sindaco di Milano, Beppe Sala, che ne ha vietato l’uso nei luoghi pubblici paragonandole alle sigarette tradizionali. Con una tappa sotto la sede del municipio, a Palazzo Marino, domani un bus della World Vapers Alliance (WVA) farà sentire le voci di milioni di vapers che hanno smesso con successo di fumare.

L’iniziativa rientra nella campagna “Beat Smoking”, nata con l’obiettivo di inviare un messaggio ai governi del mondo: il modo migliore per combattere il fumo è promuovere il vaping come parte delle politiche di salute pubblica.

NORME DECISIVE. In tal senso, quest’anno è molto importante per la politica sanitaria globale. Eventi come la COP9 e la revisione della direttiva sui prodotti del tabacco determinano l’adozione di misure che potrebbero limitare l’accesso dei fumatori agli strumenti di cessazione come il vaping. Tali regolamenti potrebbero indurre milioni di vapers a tornare a fumare a causa dell’aumento delle tasse, del divieto di aromi e di altre restrizioni.

Secondo la WVA si possono salvare 19 milioni di vite, di cui 2,5 milioni in Italia, con l’implementazione di regolamenti liberali sullo svapo. Di qui l’iniziativa del bus informativo passato da Londra, Berlino e altre città, fino a Bruxelles dove sarà consegnato al Parlamento europeo un manifesto a sostegno del vaping.

Intanto Michael Landl, direttore della WVA, consegnerà una lettera al sindaco Sala, mentre ai candidati al consiglio comunale sarà spiegato come le sigarette elettroniche possono salvare la vita a centinaia di Milanesi che con queste potrebbero smettere di fumare”.