Un deputato che aveva proposto una legge contro il vaccino è morto di coronavirus

SILVIO ANTONIO FAVERO
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Silvo Antonio Favero, deputato brasiliano dello Stato del Mato Grosso, è morto a causa delle complicazioni da Covid-19 dopo aver contratto il coronavirus. Favero, che era stato eletto con il Partido Social Liberal di Jair Bolsonaro, si era battuto per una legge contro l’obbligo di vaccino contro Sars-Cov-2.

Un deputato che aveva proposto una legge contro il vaccino è morto di coronavirus

Anche il presidente Bolsonaro era stato accusato spesso di aver minimizzato la gravità di un epidemia che vede proprio nel Brasile una delle nazioni colpite in modo più grave. In Brasile non esiste un obbligo vaccinale a livello federale ma la Corte Suprema ha autorizzato i singoli Stati a sanzionare chi non intende assumere il siero. Il deputato è morto sabato pomeriggio e la notizia è stata data dal suo portavoce sui suoi social network: “La situazione sanitaria è peggiorata questa mattina, raggiungendo il livello di infezione generalizzata”, si legge nel testo. Un mese prima di essere contagiato dal nuovo coronavirus , Favero ha presentato all’Assemblea Legislativa dello Stato del Mato Grosso un disegno di legge che mirava a consentire a ciascun cittadino di scegliere se vaccinarsi o meno contro Covid-19.

Nel testo si affermava che “l’obbligo di vaccinazione si rivela incostituzionale” perché metteva a rischio vite umane. Il deputato nel disegno di legge affermava anche che gli agenti immunizzanti presentavano “un rischio che, senza alcun dubbio, è irreparabile, poiché gli effetti a breve, medio e lungo termine del vaccino non sono sconosciuti ”.  Il corpo di Fávero sarà sepolto nel cimitero Jardim da Paz a Lucas do Rio Verde, il comune dove ha vissuto la maggior parte della sua vita. La processione partirà da Cuiabá alle 4:00 di domenica 14, con un orario di arrivo stimato fino alle 9:00. “La famiglia del deputato dello stato Silvio Favero ringrazia per tutte le preghiere e le espressioni positive del padre, figlio, marito, amico, servo Silvio Fávero, che lascia una grande eredità di lavoro, gioia e amore per la vita che ha vissuto”.

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Silvio Antonio Favero: la morte del deputato che non voleva l’obbligo di vaccino

Proprio ieri il Brasile ha superato l’India per numero complessivo di contagi da Covid-19. Nelle ultime 24 ore il gigante sudamericano ha registrato 85.663 nuovi casi, il dato più alto dall’inizio della pandemia, per un totale di 11.363.380 contagi. Nuova Delhi ha invece comunicato un aumento giornaliero pari a 24.882 per un totale di 11.333.728 infezioni dalla comparsa del coronavirus nel Paese asiatico. Il Paese carioca occupa ora la seconda posizione mondiale dietro gli Stati Uniti che hanno individuato 29,3 milioni di infetti. Secondo le statistiche della Johns Hopkins University, dietro il terzetto, ci sono Russia (4,33 milioni), Regno Unito (4,26 milioni), Francia (4,07 milioni), Spagna (3,18 milioni) e Italia (3,17 milioni).

Ma il presidente Bolsonaro non è sembrato molto impressionato dalla questione e ha continuato nei giorni scorsi a diffondere teorie del complotto sul coronavirus: “È facile instaurare una dittatura in Brasile”, ha sostenuto suggerendo che la popolazione dovrebbe insorgere contro i lockdown firmati da diversi governatori per contenere l’avanzata della pandemia di coronavirus. “Alcuni governatori mi incolpano per la disoccupazione, dicono di ‘restare a casa’, ma io credo che dobbiamo impedire quanto sta accadendo”, ha detto Bolsonaro, nonostante la drammatica situazione sanitaria nel Paese, dove si sono superati i 273 mila morti per Covid, con il rischio di collasso degli ospedali in molte capitali. “In nome della scienza, dovremmo restare rammollendo in casa? Io garantirò la libertà: in Brasile usano il virus per opprimervi, umiliarvi, affossare l’economia”, ha aggiunto il presidente della Repubblica durante un discorso particolarmente infuocato in diretta sui social. “Quanto tempo resisterà la nostra economia? Se crolla sarà una disgrazia. Presto potremmo avere invasioni di supermercati, incendi di autobus, scioperi, picchetti: dove finiremo?”, si è interrogato Bolsonaro fissando la telecamera.

La situazione del coronavirus in Brasile

Il 10 e l’11 marzo sono stati più di duemila i morti di coronavirus nello Stato. Particolarmente critica la situazione degli ospedali, come spiega il centro biomedico Fiocruz, sottolineando che nelle principali città brasiliane non ci sono più possibilità di ricoveri. In particolare, i reparti di terapia intensiva per il trattamento dei pazienti Covid hanno raggiunto livelli di occupazione critici superiori al 90 per cento in 15 delle 27 capitali degli stati. A Porto Alegre, nel sud del Brasile, il principale ospedale di riferimento per il Covid ha smesso di ammettere nuovi pazienti perché tutti i suoi letti in terapia intensiva sono stati occupati.

L’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva si è invece vaccinato ieri a San Bernardo di Campo, alla periferia di San Paolo. Lula, 75 anni, ha atteso la chiamata del comune e si è fatto vaccinare in un drive-through nel centro della cittadina, che fa parte della Grande San Paolo. “Il popolo vuole essere vaccinato per liberarsi di questo mostro chiamato coronavirus. Fatelo tutti”, ha detto Lula, che lo scorso dicembre è stato contagiato durante un viaggio a Cuba su invito del regista americano Oliver Stone, che sta girando un documentario nell’isola.