Silvio sogna di lasciare e chiudere Forza Italia

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di Lapo Mazzei

Se osservi la storia dalla sinistra del centrodestra è tutto normale: Matteo Renzi, questo Matteo Renzi, è imbattibile. Inutile fargli la guerra. Un nemico, se non puoi batterlo, devi fartelo amico. Se invece studi il caso del “renzusconismo” dalla destra del centrodestra è tutto anormale: Matteo Renzi, questo Matteo Renzi, ha bisogno come l’aria del soccorso azzurro per potere campare. Inutile abbatterlo ora, meglio far fare a lui il lavoro sporco. Poi si vedrà. Ma se scruti l’orizzonte della politica italiana stando saldamente al centro dell’altalena, dove agli opposti ci sono il Pd del premier e Forza Italia di Silvio Berlusconi, non è difficile capire che tanto l’una quanto l’altra storia sono speculari, praticamente simmetriche. Come lo è l’idea, riemersa dal quel fiume carsico che sono i retroscena, che il Cavaliere voglia chiudere Forza Italia in modo da salvare le aziende di famiglia. “Sono dieci anni che lo vuole fare”, dice un azzurro della prima ora che conosce bene le storie di Palazzo Grazioli, “il Pdl doveva servire a quello. Poi siamo com’è andata a finire…”. Già, qualcuno non ha rispettato il copione, altri hanno preferito recitare a soggetto, altri ancora si erano convinti di essere delle star quando erano solo comparse. E siccome Berlusconi è uno che ama scriversi il finale, dopo aver recitato la commedia, l’idea che possa chiudere Forza Italia, non è poi così peregrina. Anzi, dato che stavolta le condizioni ci sono eccome, deve solo scegliere il modo. E il momento. Però non prima di aver scritto l’ultimo capitolo del romanzo. “Forza Italia ci sarà sino a quando Berlusconi non avrà chiuso la pratica che più gli sta a cuore”, dice ancora l’esponente azzurro. E il fascicolo in questione prevede l’elezione del prossimo capo dello Stato, che dovrà concedergli la grazia in modo da far tornare immacolata la sua immagine (quella del Cavaliere senza macchia e senza paura), e poi le elezioni anticipate che innalzeranno Renzi a dominus assoluto. Dopodiché Forza Italia può chiudere i battenti. Oddio, i saldi di stagione sono già iniziati a dire il vero. La protesta dei dipendenti dell’ex Pdl reintegrati in Forza Italia e poi licenziati corre anche on line. Da qualche settimana è spuntato sul web l’account www.licenziatidasilvio.it., che dà sfogo ai malumori, sempre più forti, all’interno del partito scoppiati dopo la cura dimagrante imposta al movimento azzurro per rimpinguare le casse vuote a causa dei tagli al finanziamento pubblico. E’ di ieri l’altro la lettera aperta inviata al presidente Berlusconi da una dei 43 dipendenti dell’ex Pdl (porta la firma di “una che ci aveva creduto”) e pubblicata on line, dove si denuncia la grave situazione in cui versano le finanze forziste. Un segnale certo, ma altamente indicativo dello stato dell’arte. Ma visto che la situazione rischia di diventare esplosiva quest’oggi Berlusconi, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, vedrà i senatori di Forza Italia. L’appuntamento servirà a fare il punto della situazione sullo scenario politico. In realtà dovrebbe essere l’occasione per un richiamo all’ordine dei senatori ribelli, dato che in Senato il governo corre i pericoli maggiori. E siccome Berlusconi non può permettersi di venir meno alla parola data a Renzi in occasione dell’incontro del Nazareno, tu mi salvi le aziende e io ti lascio campo libero, il Cavaliere metterà i senatori di fronte alle loro responsabilità: chi tradisce pagherà caro.