Siria, Letta si associa alla linea della diplomazia. Nessun intervento senza mandato Onu

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Alla “censura di un atto che si configura senza alcun dubbio come un crimine contro umanità” deve seguire una sanzione “dura, pronta, adeguata da parte della comunità globale”. Così Enrico Letta in Aula alla Camera sull’uso delle armi chimiche in Siria. “La strada diplomatica resta in salita” ma si tratta di “una strada da battere con determinazione e buona volontà”. Il dramma siriano, spiega il premier, assume sempre più i connotati di una guerra per procura ed è necessario che tutti gli attori cerchino un modo di disinnescarla. Letta parla poi dell’emergenza umanitaria e della decisione, stabilita a San Pietroburgo, di aumentare le risorse per gli aiuti alle vittime del conflitto siriano. I fondi a disposizione dell’Onu ammontano infatti a meno della metà di quelli necessari. Per questo l’Italia stanzierà 50 milioni di dollari.

Siria, Bonino: È stato recuperato spazio per la diplomazia

“È stato recuperato uno spazio per tornare a dar voce alla diplomazia. L’obiettivo di impedire ad Assad e a tutti di usare armi chimiche è l’obiettivo sacrosanto che si può tentare di ottenere senza attacchi e senza uso di punizioni militari”. Così il ministro degli Esteri, Emma Bonino in un’intervista a Radio24. “La convenzione sulla distruzione di armi chimiche – aggiunge Bonino – che la Siria non ha firmato, è la strada da da seguire. Poi c’è la questione di accertare chi è responsabile dell’attacco chimico di agosto, compito che spetta agli ispettori. Assad deve firmare la convenzione sul non uso di armi chimiche. Chiarisco che le armi chimiche non sono spostabili e non si possono distruggere altrove, vanno distrutte in loco. Le modalità son già stabilite nella convenzione”. “L’opzione militare è sempre l’ultima e così deve essere”, ha aggiunto Bonino.