Soldi anti sfratto bloccati. E le famiglie perdono la casa. Sono 83 i milioni a disposizione degli Enti locali. Ma in due anni ne sono stati spesi appena 12

di Stefano Iannaccone

Un fondo di 83 milioni di euro per chi subisce uno sfratto. Soldi già messi a disposizione delle famiglie rimaste senza una casa. Ma che sono inutilizzati per l’85%. Con Regioni e Comuni sotto accusa da parte dell’Unione Inquilini. La storia è quella del Fondo inquilini morosi incolpevoli, istituito dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) nel 2013, che ha stanziato in totale 83 milioni di euro. Con uno scopo: fronteggiare i casi previsti dalla legge, ossia le persone sfrattate per difficoltà economiche. Eppure, secondo quanto denuncia la senatrice del Partito democratico, Erica D’Adda, «solo 12 milioni sono stati effettivamente trasferiti alle Regioni». Meno del 15%. La Notizia ha chiesto chiarimenti al Mit, che però ha annunciato “per rispetto istituzionale” di non voler anticipare il contenuto della risposta all’interrogazione presentata dalla parlamentare del Pd. Tuttavia, secondo quanto appreso, le cifre non sarebbero le stesse fornite da Erica D’Adda.

COLPE AGLI ENTI – Il ministero delle Infrastrutture ha anche spiegato che è in corso la rivisitazione dei criteri per la raccolta dati, “rendendoli più aderenti alla realtà”. Ma il segretario nazionale dell’Unione Inquilini, Massimo Pasquini, non è d’accordo: “La colpa è di Comuni e Regioni che sono stati incapaci di attuare la legge. Avrebbero dovuto fare un elenco degli inquilini morosi incolpevoli, attuando forme di accompagnamento sociale”. E inevitabilmente il mancato utilizzo delle risorse si riverbera sulle scelte future dell’esecutivo. “Il problema è la filiera dell’attuazione delle leggi – spiega Pasquini – e la questione è eclatante, anche perché così il governo si irrigidisce e ritiene di non ampliare gli interventi per le politiche abitative”. Tutta colpa degli enti locali, quindi? Il Mit assume una posizione più conciliante: “Questo è un sistema innovativo. Quindi ha necessità di essere tarato”.

EMERGENZA SFRATTI  – Il problema è gigantesco ed è peggiorato negli ultimi anni. Il rapporto tra i provvedimenti emessi e il numero delle famiglie italiane è passato da uno sfratto ogni 515 nuclei nel 2005 a uno ogni 334 famiglie nel 2014. E nel 90% dei casi la misura è disposta per morosità incolpevole. La senatrice D’Adda si concentra sulla necessità di migliorare il provvedimento: “Bisogna chiarire se riusciamo a utilizzare questo fondo oppure se occorrono altri interventi”. Dietro a questi numeri si celano storie terribili. E per Pasquini: “Molte famiglie passano da un tetto alla strada. C’è un problema sociale gravissimo”. La parlamentare Pd, seppure con toni meno irritati, si pone sulla stessa lunghezza d’onda: “Non è un problema che ci è cascato sulla testa in maniera imprevista, qui si parla di sfratti di famiglie con bambini. Senza dimenticare un paradosso. Da una parte aumenta il consumo di suolo con nuove costruzioni e dall’altra le case sono sfitte”.

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