Via libera alla somministrazione concomitante dei vaccini anti-Covid e antinfluenzale. Sono oltre mille i medici e gli odontoiatri No Vax finora sospesi

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È arrivato oggi dal Ministero della Salute il via libera alla somministrazione concomitante del vaccino anti-Covid e antinfluenzale. “In considerazione dell’avvicinarsi della campagna di vaccinazione anti-influenzale – ha fatto sapere lo stesso ministero -, è possibile che alcune categorie di soggetti per le quali la vaccinazione antinfluenzale stagionale è raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente siano allo stesso tempo eleggibili per la vaccinazione antiSARS-CoV-2/COVID-19 (es. gruppi target della dose addizionale o booster, persone over 60 non ancora vaccinate, etc…)”.

“Sebbene nelle schede tecniche dei vaccini anti-SARS-CoV-2/COVID-19 autorizzati da EMA – riferisce ancora la nota del ministero della Salute – non siano presenti, ad oggi, indicazioni relative alla loro somministrazione concomitante con altri vaccini, tenuto conto delle attuali indicazioni espresse dalle principali autorità di Sanità Pubblica internazionali e relativi Comitati Consultivi e dei dati preliminari relativi alla co-somministrazione di vaccini anti-SARS-CoV-2/COVID-19 con vaccini antinfluenzali, sarà possibile programmare la somministrazione dei due vaccini, nel rispetto delle norme di buona pratica vaccinale, nella medesima seduta vaccinale, fermo restando che una eventuale mancanza di disponibilità di uno dei due vaccini non venga utilizzata come motivo per procrastinare la somministrazione dell’altro”.

“Sarà possibile altresì effettuare la somministrazione concomitante (o a qualsiasi distanza di tempo, prima o dopo), di un vaccino anti-SARS-CoV-2/COVID-19 utilizzato in Italia e un altro vaccino del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale – aggiungono dalla stesso ministero -, con l’eccezione dei vaccini vivi attenuati, per i quali può essere considerata valida una distanza minima precauzionale di 14 giorni prima o dopo la somministrazione del vaccino anti SARS-CoV-2”.

Medici e odontoiatri No Vax, sono attualmente 1.100 quelli sospesi 

Sono attualmente 1.100, invece, i medici e gli odontoiatri sospesi ai sensi del DL 44 per non essersi ancora vaccinati. A comunicarlo la Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici (qui la nota), che ha ricevuto oggi un cospicuo aggiornamento da parte degli Ordini territoriali. In tutto le sospensioni sono state sinora 1390, delle quali 290, più del 20%, revocate perché i medici si sono vaccinati. A trasmettere i dati alla Fnomceo sono stati ad oggi 79 Ordini provinciali su 106.

“Il quadro si va ricomponendo e rende evidente che i medici che non si sono ancora vaccinati sono una minoranza – spiega il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli -, circa 1500 su 460mila iscritti. In molti poi stanno regolarizzando la loro posizione. Ringraziamo il Ministero della Salute che ha chiarito le modalità di applicazione del DL 44 e il ruolo degli Ordini. Apprezziamo il lavoro delle ASL che hanno aggiunto alle attività ordinarie anche il compito di comunicare i provvedimenti”.

Cresce intanto l’attesa per il Dpcm di rinnovo della Cceps, la Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie che decide sui ricorsi contro i provvedimenti di natura disciplinare. Siccome il ricorso sospende l’applicazione della sanzione, sono circa 500 i medici “in attesa di giudizio” definitivo che, seppur sospesi o radiati dal loro Ordine, possono continuare a esercitare. Tra di loro, anche alcuni sanitari noti negli ambienti no-vax.

“I medici che fanno propaganda contro i vaccini sono veramente pochissimi, circa un centinaio – continua Anelli -. Il nostro percorso di studi, la storia della medicina, le evidenze che continuamente si raccolgono ci portano in maniera naturale ad aver fiducia nei vaccini e a trasmetterla alla popolazione”. E’ proprio questo il senso della nuova campagna della Fnomceo “Il vaccino ci salva la vita”, presentata nella sede del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti alla presenza del ministro della Salute, Roberto Speranza. Partendo dal successo delle campagne vaccinali contro vaiolo e difterite, la campagna mira a consolidare la fiducia nelle vaccinazioni come chiave per sconfiggere le malattie infettive. E a dare una “spinta gentile” agli esitanti nel vaccinarsi contro il Covid.