Sondaggi ed exit poll: la Rai vuole andare al voto. Bando per monitorare le elezioni: sul piatto 5,4 milioni

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È un’estate molto movimentata quella della politica italiana. Gli appuntamenti elettorali si avvicinano sempre di più, tanto che la corsa alla ricandidatura è partita già da tempo. Tra promesse, dimissioni e cambi di casacca la fibrillazione elettorale sta crescendo di giorno in giorno. D’altronde il 2018 sarà l’anno delle politiche. E non solo. Visto che si voterà anche in sette regioni. In questo ambaradan nemmeno la televisione di Stato vuole farsi trovare impreparata in vista dei prossimi appuntamenti. Per questo ha messo sul piatto 5,4 milioni di euro (importo massimo) per i servizi di monitoraggio degli eventi elettorali dei prossimi due anni. Sondaggi, exit poll e proiezioni per permettere alla macchina dell’informazione di Viale Mazzini di informare tempestivamente i propri spettatori. Un monitoraggio che permetterà di seguire minuto per minuto l’evoluzione dei risultati delle urne in attesa che arrivino i risultati ufficiali del ministero dell’Interno.

Per quanto riguarda la parte dei sondaggi l’istituto demoscopico che si aggiudicherà il super appalto dovrà fornire alla Rai le rilevazioni per ciascuna delle otto settimane precedenti ogni evento elettorale. Dati che permetteranno ai giornalisti di Viale Mazzini di avere un quadro con l’evoluzione settimana per settimana. Il bando fissa anche tutti i criteri che dovranno essere rispettati dal fornitore, dalla dimensione campionaria ai tempi per diffondere i dati statistici raccolti. Il primo exit poll verrà diffuso nell’istante stesso della chiusura dei seggi, l’ultimo 40 minuti dopo. La prima proiezione, invece, dovrà essere diffusa entro un’ora dalla chiusura dei seggi, con un campione di almeno il 5%, le successive proiezioni con una cadenza massima di trenta minuti l’una dall’altra. Fino al risultato definitivo. Statistiche che la Rai potrà diffondere su tutti i suoi mezzi d’informazione.

Le competizioni – Partiamo proprio dalle politiche per cui ancora non è chiaro con quale sistema elettorale si andrà alle urne. Un particolare significativo non soltanto per i partiti, ma anche per quanto riguarda i costi del monitoraggio degli eventi elettorali. Per elezioni politiche con sistema maggioritario l’importo a base d’asta è di 1,88 milioni; costo che si abbasserebbe a 1 milione per una votazione con sistema proporzionale e che si attesterebbe a 1,45 milioni se si andasse alle urne con un sistema misto. Monitoraggio da un costo sostenuto è anche quello previsto per le elezioni europee. Che appunto faranno parte del bando in questione visto che sono previste per il 2019. Meno gravoso il monitoraggio per le Regionali: 72mila euro per le regioni con più di due milioni di elettori e 56mila euro per quelle con una popolazione inferiore. Stiamo comunque parlando di una cifra sostanziosa tenendo conto che nel 2018 Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Molise, Trentino Alto-Adige e Valle d’Aosta dovranno scegliere il Governatore. Con altre cinque Regioni chiamate alle urne nel 2019. Senza dimenticare le Comunali ed eventuali referendum e ballottaggi. Con tutti questi appuntamenti i sondaggisti degli istituti di ricerca politica non si annoieranno affatto.

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