Sondaggi politici, balzo in avanti dei 5 Stelle e crollo del Pd

Gli ultimi sondaggi premiano l'avanzata dei 5 Stelle mentre arranca il Pd. Cresce così il distacco da Fratelli d'Italia.

Sondaggi politici, balzo in avanti dei 5 Stelle e crollo del Pd

Risale Fratelli d’Italia mentre crolla il Pd. In calo anche Forza Italia, superata dalla Lega, e a crescere è soprattutto il Movimento 5 Stelle. È questo lo scenario tratteggiato dagli ultimi sondaggi e, in particolare, dalla rilevazione di YouTrend per SkyTg24, con un confronto rispetto al dato di un mese fa.

Il sondaggio prende in considerazione anche le intenzioni di voto in vista del referendum sulla giustizia, con il Sì che resta avanti rispetto al No di dieci punti. Infine, mediamente negativo il giudizio degli elettori sulle ultime vicende internazionali e sull’operato di Trump in merito a Groenlandia e Venezuela.

Sondaggi elettorali: crolla il Pd, sale il M5s

Partiamo dalle intenzioni di voto. Rispetto a dicembre, Fratelli d’Italia guadagna 1,1 punti percentuali e si attesta al 29,4%. Allargando, inoltre, il distacco sul Pd che cede l’1,4% e non va oltre il 21,4%. Chi può invece festeggiare è il Movimento 5 Stelle, in crescita dell’1,1% al 13,8%. Sorpasso della Lega (+0,1%) all’8,2% su Forza Italia (-0,6% e dato attuale al 7,7%).

In discesa troviamo poi Avs, che perde lo 0,7% si ferma al 6,7%. Stabili Azione al 3,3% e +Europa al 2%, mentre risale (+0,2%) Italia Viva ora all’1,9%. Stabile, infine, Noi Moderati allo 0,9%. Resta negativo il giudizio sull’operato del governo Meloni: nonostante una discesa di due punti percentuali, il giudizio è insufficiente per il 62% degli elettori, mentre è positivo per il 33% (in crescita del 3%).

Referendum giustizia, il Sì in vantaggio

Resta di dieci punti il distacco in vista del referendum sulla giustizia di marzo. Si dice favorevole a confermare la riforma il 55% degli elettori mentre è contrario il 45%. Lo scenario analizzato prevede un’affluenza massima al 62%, ma le incognite sulla partecipazione al voto restano tante e potrebbero spostare gli equilibri del referendum.

Tra gli elettori di centrodestra, il 96% è a favore del Sì: i meno convinti sono gli elettori della Lega, con una percentuale più alta di indecisi e astenuti. Netta maggioranza per il No tra gli elettori del campo largo, con quelli del Pd più convinti e qualche indeciso in più tra i 5 Stelle.

Secondo gli elettori, nella scelta peseranno soprattutto ragioni tecniche (59%) e meno ragioni politiche (27%). In generale, gli elettori ritengono che questa riforma renda pm e giudici più dipendenti dalla politica: il 5% lo pensa e ritiene che sia un fattore positivo, mentre il 30% ritiene che sia negativo. Secondo il 33%, invece, non aumenterà la dipendenza della politica. Non sa, infine, il 32%.

Groenlandia, Venezuela e Iran: cosa dicono i sondaggi

Il sondaggio si sposta poi sullo scenario internazionale. Partendo dalla Groenlandia: secondo gli elettori l’Ue e l’Italia dovrebbero inviare truppe per scoraggiare Trump (39%) o non fare nulla (36%), mentre il 5% ritiene che dovrebbero fare pressioni sulla Danimarca per cedere parte dell’isola. La rilevazione, ricordiamo, è stata effettuata prima della svolta annunciata ieri sera da Trump a Davos, con una possibile intesa quadro.

Nel campo largo prevale nettamente l’invio delle truppe, mentre a destra si preferisce la linea non interventista, ma anche con un 13% di chi si dice a favore di pressioni per cedere l’isola a Trump. Sul Venezuela, invece, è negativo il giudizio sull’intervento di Trump: il 30% parla di violazione del diritto internazionale, il 20% di aggressione imperialista. Anche chi ha un giudizio positivo dice che Trump ha un po’ esagerato (24%). Solo l’11% ha un giudizio molto positivo su quanto avvenuto a Caracas.

Infine, l’Iran. Secondo il sondaggio, il 19% degli italiani è a favore di un intervento militare occidentale, ma è molto più alta la percentuale di chi propone un aumento delle sanzioni verso Teheran (42%). Ritiene che non ci debba essere alcun intervento occidentale il 21% del campione, mentre non si esprime il 18%.