Sonia Di Pinto, italiana uccisa in Lussemburgo: spunta il video dell’aggressione

Sonia Di Pinto
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Sonia Di Pinto è la donna uccisa nella giornata di domenica 18 aprile in Lussemburgo. Dalle indagini emergono le prime ipotesi della morte della donna. Si tratta di omicidio.

Sonia Di Pinto, italiana uccisa in Lussemburgo

Sonia Di Pinto è la donna italiana trovata morta in Lussemburgo nella giornata di Pasqua, domenica 18 aprile. La vittima, 46 anni, era originaria di Petacciato, in provincia di Campobasso, in Molise.

Sulla base delle prima informazioni diffuse, è stato rivelato che la donna si era trasferita da alcuni anni in Lussemburgo ed era responsabile di sala in un ristorante situato nel quartiere di Kirchberg. Il suo corpo senza vita è stato rinvenuto nel seminterrato del locale nella mattina di Pasqua. A quanto si apprende, la donna ha riportato un forte colpo alla testa.

Mentre le indagini proseguono per capire le cause della morte, nella sua città molisana, il sindaco di Petacciato Roberto Di Pardo proclamerà il lutto cittadino sabato 23 aprile, giorno del funerale, dalle 14 alle 18.

Spunta il video dell’aggressione

Dalle indagini risulta che Sonia Di Pinto è stata aggredita, picchiata e uccisa da due persone con il volto coperto. I due assassini, secondo quanto riferiscono i media locali, sono stati ripresi da una telecamera di sorveglianza. Nel video si vedono i due uomini che aggrediscono la 46enne italiana nel locale di Kirchberg mentre Sonia Di Pinto stava per chiudere il ristorante. La vittima è stata picchiata e poi i due l’avrebbero portata nel seminterrato dove c’è la cassaforte. Nel frattempo i due sempre a volto coperto avrebbero continuato a colpirla. Secondo le immagini delle telecamere avrebbero rubato tremila euro, verosimilmente l’incasso della serata al ristorante.

Sono arrivate anche le parole di Sauro Diogenici, compagno della vittima: “Sonia era la mia vita, me l’hanno strappata nel modo peggiore. Ci saremmo dovuti sposare il 14 maggio con una doppia festa, sia in Lussemburgo che in Molise, dove venivamo spesso e che per lei era importantissimo”.