Sono due le Procure che indagano sull’ex Ilva. Dopo Milano anche i pm di Taranto aprono un’inchiesta su ArcelorMittal

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La Procura di Taranto ha aperto un’inchiesta, al momento contro ignoti, su ArcelorMittal per la gestione dell’ex Ilva. L’ipotesi di reato avanzata dai pm tarantini riguarda la presunta violazione dell’articolo 499 del Codice penale, distruzione di materie prime o di mezzi di produzione con danno all’economia nazionale. In particolare i Commissari straordinari di Ilva hanno consegnato nelle mani del procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo, e del procuratore aggiunto, Maurizio Carbone “un esposto denuncia contenente fatti e comportamenti, inerenti al rapporto contrattuale con ArcelorMittal, lesivi dell’economia nazionale. Tanto al fine di verificare la sussistenza di ipotesi di rilevanza penale”.

Per sostenere tale ipotesi – ora al vaglio della Procura – i commissari ritengono che la decisione di ArcelorMittal di adottare un cronoprogramma per lo spegnimento degli impianti del polo siderurgico possa danneggiare gli stessi. Gli stessi Commissari sottolineano, inoltre, che lo stabilimento è strategico dal punto di vista nazionale. Si terrà, invece, domani, a Milano, un vertice in vista del deposito dell’atto di intervento della Procura lombarda nella causa civile che vede protagonisti da un lato ArcelorMittal e dall’altro i Commissari Ilva. La multinazionale indiana chiede il recesso del contratto di affitto dello stabilimento di Taranto, mentre l’ex Ilva, con un ricorso cautelare d’urgenza, cerca di preservare la continuità produttiva e aziendale per evitare danni irreparabili.

In quest’ultimo caso il procuratore capo di Milano, Francesco Greco, ha reso noto nei giorni scorsi di aver aperto un fascicolo “modello 45” (senza indagati e senza ipotesi di reato) “per verificare l’eventuale sussistenza di reati”. La Procura di Milano, ha spiegato, “ravvisando un preminente interesse pubblico relativo alla difesa dei livelli occupazioni, alle necessità economico-produttive del Paese, agli obblighi del processo di risanamento ambientale”, ha deciso di entrare nella causa di rescissione del contratto di affitto promossa da ArcelorMittal.