Sorpresa ai Monopoli di Stato: Kessler si gioca la poltrona. Il direttore lascia la toga per restare all’Agenzia ma col Governo pentaleghista rischia grosso

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di Stefano Sansonetti

C’è chi dice che potrebbe aprirsi una delle tante partite di potere destinate a essere giocate nei prossimi mesi. In ballo la direzione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, posto a dir poco strategico se solo si considerano le funzioni di controllo sul ricchissimo mondo del gioco d’azzardo. Il vertice della struttura, dopo la nomina del 2017 da parte del Governo Gentiloni, è oggi appannaggio di Giovanni Kessler, un passato da deputato del Pd e da capo dell’Olaf (in pratica l’Antifrode Ue). Ma Kessler, almeno finora, era anche un magistrato fuori ruoli. Si dà però il caso che adesso il Csm abbia fatto notare che la condizione di fuori ruolo dura da oltre 10 anni, tetto massimo consentito dalla legge. Per questo l’organo di autogoverno  ha posto il super funzionario di fronte a un bivio: o torna a fare il magistrato alla procura di Bolzano, oppure abbandona la toga e resta a fare il direttore di Dogane e Monopoli. Kessler, nella giornata di ieri, ha chiarito che si dimetterà “a malincuore” dalla magistratura, optando per la prosecuzione del suo impegno come capo dell’Agenzia. C’è però un dettaglio di non poco conto. Come tutti i super dirigenti di Stato, corre il rischio di essere estromesso dalle Dogane nel momento in cui il nuovo Governo decidesse di piazzarci un altro profilo.

E se questo nuovo Esecutivo dovesse essere penta-leghista è difficile pensare che Kessler, ex deputato Pd, possa resistere al suo posto. Messa così, quindi, è come se l’ormai ex magistrato avesse preferito il rischio di essere allontanato dall’Agenzia all’ipotesi di essere trasferito a Bolzano. In realtà va precisato che Kessler ha comunque un paracadute. Nel momento in cui la Commissione Ue lo ha distaccato a Roma, infatti, ha creato un posto da super consulente della Commissione che il funzionario potrebbe ricoprire nel caso di un suo ritorno a Bruxelles. Uno scivolo europeo, nel caso in cui a Roma per lui ci fosse la malaparata, è quindi già pronto da tempo. Ma qualche osservatore avanza anche un’ipotesi se vogliamo più maliziosa. è cioè possibile, seguendo questi ragionamenti, che Kessler speri di poter guadagnare tempo al vertice delle Dogane, complice un prolungamento dello stallo nella formazione del nuovo Governo.

Del tutto vero che ancora ieri Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno confermato l’esistenza della loro maggioranza, “cementata” dalla difesa del candidato premier Giuseppe Conte, messo sotto pressione dall’affaire curriculum; ma forse in certi ambienti non è mai stato abbandonato il pensiero che il difficilissimo tentativo di trovare la quadra di Governo giallo-verde possa indurre il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, a rispolverare un piano B. Nel qual caso Kessler, e tanti altri super boiardi, avrebbero ottime chance di sfuggire alla “rottamazione” pentaleghista. Da qui l’immagine di mega funzionari che, per salvare la pelle, in questo periodo starebbero gufando non poco. Forse sono solo suggestioni, o forse un pizzico di verità c’è.