Sospetto brogli alle primarie

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di Antonello Di Lella

Il metodo primarie continua a far discutere. E’ il turno della Puglia e delle consultazioni democratiche del dicembre 2012, per intenderci quelle convocate per scegliere i rappresentanti da mandare in Parlamento nelle politiche di febbraio 2013. E dopo le indagini preliminari chiuse oltre un mese fa, in provincia di Brindisi sono partiti 25 rinvii a giudizio con l’accusa di falsità in scrittura privata per aver inserito negli elenchi dei votanti alle primarie-parlamentarie di Pd e Sel nominativi di persone che non si erano mai presentate al seggio elettorale. Nel mirino della procura di Brindisi sono finiti gli scrutatori. Indagini che sono partite dopo che Francesco Colizzi, uno dei candidati di Sel (successivamente ha stralciato la tessera), ha presentato un esposto in Procura. Erano 30 inizialmente le persone indagate: cinque posizioni sono state ora stralciate. Tutti gli altri finiranno alla sbarra. E l’avvio del dibattimento è stato già fissato per il prossimo 16 settembre.

I dubbi
Una lunga sfilza di testimoni ha sfilato in Procura e tra loro anche numerose persone che risultavano aver espresso la propria preferenza alle primarie, ma che invece non si erano mai recate al seggio. Come testimoniato dagli stessi presunti votanti dinanzi agli inquirenti. Non si tratta di casi isolati. Anzi da quanto si apprende gli episodi accertati sarebbero diverse decine. Frutto di indagini a campione e che quindi fanno sollevare legittimamente il dubbio che i casi possano essere stati molti di più. Sospetti, per ora, che il processo proverà a chiarire. Alla sbarra sono finiti diversi professionisti del posto, politici non ce ne sono. Colizzi nel suo ricorso ha portato all’attenzione dei giudici quattro comuni del brindisino nel particolare dove i dati sarebbero stati “anomali”. A insospettire Colizzi il trend molto differente tra i voti alle primarie nazionali conseguiti da Nichi Vendola (a novembre) e quelli riportati il mese successivo dall’avversario di Colizzi stesso, Toni Matarrelli, superiori anche a quelle del leader stesso di Sel. Fin qui tutto possibile, con quello che potrebbe essere definito un crescente interesse verso le primarie. Ma Colizzi ha chiesto e ottenuto la verifica degli elenchi di votazione. E di lì il dubbio della Procura di molte persone che risultano votanti, pur non essendo mai andate al seggio e l’ipotesi di trucchi presunti per alterare la votazione. La verifica spetterà al processo. Ma tra polemiche e ricorsi per le primarie non c’è davvero pace.