Sovranisti confusi e senza idee. Riaprire tutto adesso è una follia. Parla il sottosegretario Castaldi (M5S): “Renzi ce la mette tutta per sembrare Salvini e Meloni”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

Le uscite di Renzi? “Somigliano troppo spesso a quelle di Meloni e Salvini, ma diciamo che ognuno sta nella maggioranza a modo suo”. E Salvini e Meloni, invece? “Hanno poche idee, ma ben confuse”. L’energico sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianluca Castaldi, commenta senza peli sulla lingua, difende l’operato del governo e, anzi, si dice “assolutamente convinto” del maxi-decreto concepito da Palazzo Chigi per far ripartire l’Italia.

A sentire Renzi, però, è uno “scandalo costituzionale”…
Il vero “scandalo costituzionale” era la riforma di Renzi che gli italiani hanno sonoramente bocciato nel 2016. Le uscite di Renzi somigliano troppo spesso a quelle di Meloni e Salvini, ma diciamo che ognuno sta nella maggioranza a modo suo, l’importante è che al momento di votare ci siano i numeri. Finora ci sono sempre stati e sono ottimista sul fatto che continueranno a esserci.

Non le sembra controproducente ricevere tutti questi attacchi da chi è parte della maggioranza? Voglio dire: per Renzi il governo sta sbagliando su tutta la linea…
Gli attacchi sono controproducenti per chi li fa, i sondaggi delle ultime settimane parlano chiaro. Ora più che mai, gli italiani vogliono soluzioni, non litigi. Di giravolte e cambiamenti di idee ne abbiamo visti parecchi, prima e durante la pandemia. Col senno di poi tutti sanno cosa andava fatto e cosa no. Il Governo non ha l’arroganza di dire di aver agito sempre perfettamente, ma ogni scelta è stata sempre valutata con la massima attenzione, ascoltando tutte le parti coinvolte, in armonia con le conoscenze scientifiche a nostra disposizione. Abbiamo già un bilancio di vittime pesantissimo, riaprire tutto adesso e vanificare gli sforzi compiuti dai cittadini, dal personale medico, dal volontariato, dalle forze dell’ordine, sarebbe davvero un errore imperdonabile.

Intanto Salvini è rimasto da solo: anche la Meloni ha bocciato l’idea del leader leghista di scendere in piazza.
Scendere in piazza durante una pandemia in pieno corso? Francamente, una pensata del genere non meriterebbe commenti… Ieri ho letto una dichiarazione di Salvini rivolta alla Meloni: ‘I problemi non si risolvono andando a manifestare per un quarto d’ora in piazza’. Direi che i due hanno poche idee, ma ben confuse. Hanno scelto la strada della propaganda, non raccogliendo l’invito del presidente Mattarella per una collaborazione tra le forze politiche per affrontare l’emergenza, quindi si possono dedicare a discussioni francamente incomprensibili.

Domani dovrebbe arrivare il maxi-decreto per far ripartire l’Italia. È convinto delle misure e degli stanziamenti previsti?
Assolutamente convinto. Si tratta del decreto che compie lo sforzo maggiore in termini di deficit, 55 miliardi che si vanno ad aggiungere ai 20 miliardi di indebitamento messi sul piatto con il Decreto Cura Italia. Voglio sottolineare che tutti i provvedimenti economici fin qui predisposti, decreto Cura Italia, decreto Liquidità e adesso il nuovo decreto, devono essere visti in una linea di continuità che sta stendendo una rete di protezione intorno alla nostra sanità, ai nostri lavoratori, alle nostre imprese.

Anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha però riconosciuto alcuni rallentamenti. Quanto è importante sburocratizzare la macchina amministrativa?
Guardi, in una situazione complessa, improvvisa e dirompente come questa alcuni rallentamenti mi paiono del tutto fisiologici. Detto questo, la crisi deve essere interpretata anche come un acceleratore di processi di cambiamento in alcune parti della burocrazia. Tra i prossimi interventi governativi troverà spazio un provvedimento per velocizzare al massimo cantieri e investimenti, sulla scorta di quanto già avevamo cominciato a fare con il precedente decreto Sblocca Cantieri.

Ultima domanda sulle polemiche con la Cei. Alla fine anche il Papa ha riconosciuto l’esigenza di rispettare le norme del governo Conte. Verrebbe da dire con una battuta: c’è chi fa i comizi col rosario e chi, invece, ottiene la “benedizione” ai provvedimenti…
A mio modo di vedere, lo Stato e la politica devono essere laici, nessuno dovrebbe strumentalizzare la religione per raccattare qualche voto in più. Se il Papa invita al rispetto delle norme, non posso che esserne contento, ma non mi sognerei mai di usare questa approvazione come “certificato di qualità” agli occhi dei fedeli. In ogni caso, il presidente Conte ha già detto che lavoriamo ad un protocollo di massima sicurezza per garantire a tutti i fedeli di partecipare alle celebrazioni religiose.