Spagna senza governo, i sondaggi per le prossime elezioni rinnovano l’allarme. Podemos è il secondo partito

di Stefano Iannaccone
Mondo

Le elezioni del 26 giugno potrebbero riproporre lo stesso psicodramma in Spagna. Gli ultimi sondaggi (nel grafico a fine articolo c’è quello pubblicato da El Pais) sostengono che il Partito popolare (Pp) dovrebbe uscire vincitore dalle urne, ma senza la maggioranza dei seggi per formare un governo. Proprio come è accaduto lo scorso 20 dicembre. Mentre la coalizione Unidos Podemos, guidata da Pablo Iglesias, è destinata a diventare la seconda forza politica spagnola, beneficiando anche dell’alleanza con Izquierda Unida, la formazione di sinistra radicale.

I sondaggi in Spagna nel dettaglio
L’aumento dei voti al 29,2% per i popolari non modificherebbe il quadro parlamentare: il partito del premier uscente, Mariano Rajoy, avrebbe 118-121 seggi, addirittura qualcuno in meno in confronto a dicembre. E comunque molto lontano dalla soglia dei 176 seggi necessari per la maggioranza (la Camera è formata da 350 parlamentari). L’effetto è provocato dalla legge elettorale che attribuisce i posti in Parlamento su base provinciale.

Unidos Podemos, invece, prepara il sorpasso sui socialisti del Psoe: il partito degli Indignados è dato al 25,6% (+4,9% rispetto alle elezioni del 20 dicembre) con un bottino di 88-92 deputati. Secondo i sondaggi, i socialisti di Pedro Sanchez sono in affanno con un -0,8% in confronto a sei mesi fa. Un arretramento che potrebbe costare circa 10 deputati in meno (78-80 rispetto ai precedenti 90). In lieve crescita di consensi la formazione Ciudadanos di Albert Rivera, nata in Catalogna e trasformatasi in un movimento nazionale, che da posizioni moderate ed europeiste predica un ricambio generazionale, ottenendo la definizione di “Podemos di denstra”. In ogni caso con il 14,6% può portare a casa di nuovo una quarantina di seggi.

Il conteggio è molto facile: per un’eventuale maggioranza non sarebbe sufficiente l’alleanza tra popolari e Ciudadanos (120+40). Sarebbe quindi necessario che il Psoe accettasse, per la prima volta nella storia, l’ipotesi di una “grande coalizione” sul modello tedesco (o anche italiano). Unidos Podemos, infatti, è da escludere a prescindere da un discorso del genere: Iglesias potrebbe al massimo accettare un accordo con Sanchez. Uno scenario, peraltro, molto complicato dopo le polemiche degli ultimi mesi tra i due.

I sondaggi per le elezioni del giugno 2016 danno tuttavia un’ulteriore indicazione: il 32% degli spagnoli – intenzionati a votare – non sa quale partito scegliere. Di questa percentuale il 10% sta pensando di esprimere la preferenza per i popolari, mentre il 9% valuta l’appoggio a Ciudadanos. Da questi dati potrebbe scaturire una crescita improvvisa, quanto decisiva, per le due forze politiche destinate a essere il centro di un’alleanza di governo. Ma si tratta solo di ipotesi. Perché i numeri dei rilevamenti raccontano un bis di ingovernabilità in Spagna.

Sondaggi elezioni spagna giugno 2016

Il sondaggio per le elezioni in Spagna del 26 giugno 2016 (Fonte: El Pais)